IL VIAGGIO
Sono le 17, ora locale di Bankok (in Italia le 12). Sto aspettando di imbarcarmi nuovamente per Sydney al cui arrivo mi aspettano altre 8 ore. Direi che tutto sommato il viaggio mi sta passando, anche perché fortunatamente sul volo Londra-Bankok ho dormito 7-8 ore.
A Londra sono rimasta piacevolmente colpita dell’organizzazione . Arrivo al gate 5, seguo le indicazioni “connection flights to terminals “1,2,3 and 4” e mi ritrovo di fronte ad un omino che mi chiede la destinazione del mio volo per accertarsi che prenda la navetta giusta per il trasferimento. Al terminal 4 il tabellone riporta il mio volo con il gate di imbarco e non solo, mi dice anche che fintanto che sul tabellone c’è la scritta “boarding to…” posso cazzeggiare per l’aeroporto, quando compare invece “go to” mi devo incamminare (come se non bastasse mi trovo anche l’indicazione del tempo necessario per raggiungere a piedi i vari gates!!!....quasi come in Italia!!!) .
Perdersi è praticamente impossibile…..anche volendo.
A bordo del volo MXP-London, alle 19.30 circa, ci servono due sandwich e una barretta di cioccolato. Credendo fosse la cena divoro tutto, in realtà sul volo successivo alle 23 circa ci portano la cena. Io non sono schizzinosa, ma quel piatto con riso bollito e pollo in agrodolce non ce l’ ho proprio fatta a mangiarlo…..men male che mi ero mangiata i tramezzini.
Fortunatamente il posto accanto al mio è libero, così mi posso girare su un fianco e dormire un po’ più comoda. Io sono sul lato corridoio, mentre vicino al finestrino c’è un signore Neo Zelandese, mi racconta del suo paese, dei suoi viaggi e mi dice che torna da un viaggio in Nederland. Gli chiedo se è mai stato in Italia e mi dice che è troppo cara (a chi lo dice!!!). Mi chiede di ricordagli il nome del primo ministro Italiano e mi chiede se è perché ha vinto Berlusconi che io me ne sto andando in Australia……bella fama ha il Berlusca….fino in New Zealand!!!
Un paio d’ore prima dell’atterraggio mi danno un foglio da compilare per l’immigrazione. Sul foglio ci sono alcune domande a cui sinceramente non so rispondere, tipo un recapito in OZ (indirizzo e numero di telefono) e per quanto tempo mi fermo. Io invento le risposte sperando vada tutto bene e in effetti alla dogana controllano il passaporto e questo foglio e mi fanno andare. All’uscita dell’aeroporto dovrebbero esserci i miei parenti ad aspettarmi ma per un’incomprensione (io li aspettavo fuori e loro mi aspettavano dentro al terminal) ci aspettiamo a vicenda per tre quarti d’ora.
Finalmente ci incontriamo. Si chiamano Gabriela e Luigi, hanno 39 anni e due bambini Luca di 10 e Laura di 6. Abitano in Meadowbank circa 6 fermate di metropolitana dal centro. Arrivata a casa loro, mi fanno fare il giro della casa….alla faccia della casa!!! Al pian terreno una zona giorno open space con cucina e tinello, una sala da pranzo, un soggiorno, due bagni, una lavanderia, lo studio e la camera da letto degli ospiti. Al piano di sopra 3 camere da letto, due bagni e un terrazzo. Come se non bastasse un giardino e un garage.
Dopo un caffè e una doccia mi fanno fare un giro del quartiere, per indicarmi dove sono le stazioni del treno e del “ferry”, i traghetti che ti portano in centro e che ti danno modo allo stesso tempo di vedere la baia. Purtroppo la giornata non è delle migliori, pioviggina e fa fresco così torniamo a casa, prendiamo la macchina e andiamo in un centro commerciale qui vicino. Io ne approfitto per prendermi un numero di telefono australiano.
La sera vengono a cena i genitori di Gabriela, Vito e Carmela. Vito parla bene italiano così per un paio d’ore posso spegnere un attimo il cervello e chiacchierare capendo quello che mi dicono e soprattutto quello che dico.
La prima giornata in Sydney finisce così. Vado a letto stanca e, non accusando in alcun modo il jet lag, mi addormento subito. Purtroppo mi sveglio verso le 2 e per un paio d’ore non riesco a riprendere sonno…sono agitata….mille pensieri mi passano per la testa…luoghi , persone, sentimenti, paure,e molto altro ancora. Così verso le 4 mi decido ad alzarmi, mi mangio una mela, bevo un bicchiere d’acqua e finalmente alle 4 e mezza riprendo sonno…..buona notte Sydney…..buon giorno Italia.
PRIMO GIRO DELLA CITTA’
Il mattino dopo Gabriela si rende disponibile ad accompagnarmi in the city per vedere le attrazioni principali. All’uscita della metropolitana in QVB ci aspetta sua sorella Susan che vive in Kings Cross (uno dei quartieri più trasgressivi di Syd) e fa la pittrice. Praticamente abbiamo camminato tutta la mattina: Harbour Bridge, Opera House, Botanic Garden, Hide Park, la Torre e Darling Harbour. La giornata è favolosa, ci saranno almeno 25° e l’oceano è indescrivibile nei suoi colori e nel suo profumo. Purtroppo non essendo sola non mi sono potuta gustare la prima visita della città come avrei voluto. Avrei voluto prendermi i miei spazi e i miei ritmi, ma quando non si è soli non si può….pazienza, mi rifarò nei prossimi giorni. Verso le 4 prendiamo nuovamente il treno per tornare a casa.
Devo dire che la giornata si è rivelata alquanto faticosa, non solo per i km fatti a piedi ma anche per la concentrazione che ho dovuto metterci nell’ascoltare Gabriela e Susan, nel capirle e soprattutto nel risponderle. E’ veramente una brutta sensazione non capire quello che gli altri ti dicono e, ancora più brutta, capire quello che ti stanno chiedendo e non trovare le parole per rispondere. Comunque devo dire che è solo una sensazione di impotenza, non di disagio. Mi auguro veramente che sia come dicono in molti che è così solo per le prime due settimane, poi si comincia a comunicare decentemente. Devo dire che il mio problema principale cmq è parlare, non tanto capire. Se parlano lenti riesco a capire, se non tutto, quanto meno il succo del discorso, ma quando parlano veloci è un disastro. Per non parlare dell’accento: dicono tanto degli americani ma anche gli australiani in quanto a patate in bocca non scherzano.
FEET AND MAP
Oggi, Domenica 27, Gabriela e Luigi si sono resi nuovamente disponibili a farmi da Ciceroni così sta mattina abbiamo preso la macchina e siamo andati a Bondi Beach, la famosa spiaggia dei surfisti. Panorama mozzafiato: un insenatura di sabbia bianca e fine, bagnata da un oceano increspato da cavalloni cavalcati da decine di surfisti. Con la famiglia facciamo una passeggiata lungo la scogliera, pranziamo con del sushi e poi torniamo alla macchina. Anche in questo caso purtroppo essere con loro non mi ha permesso di gustarmi appieno la location: fossi stata sola mi sarei svestita, avrei preso il sole e avrei fatto il bagno….spero che l’autunno australiano mi regali altre giornate così per tornarci.
Poiché loro devono tornare a casa io mi faccio lasciare in città a Kings Cross. Ieri ho contattato per sms Ale, un ragazzo del trip forum che arriverà qui il 1° maggio e mi sono fatta dare l’indirizzo dell’ostello in cui lui ha prenotato, per l’appunto il Great Aussi Backpackers al 174 di Victoria Street. Gabriela e Luigi sono veramente adorabili, gentilissimi e ospitali ma io non ce la faccio proprio a stare con loro. Mi sento un peso (anche se so che per loro non è così), non mi sento libera di fare quello che voglio quando voglio, così ho deciso di andare a stare in un ostello per il tempo necessario a trovarmi un appartamento.
Appena entro al Great Aussi, come mi aveva preannunciato Ale, alla reception trovo Barbara, una ragazza italiana. Le spiego di cosa ho bisogno e mi dice che al momento ha molti letti liberi, ma se voglio stare solo con ragazze devo condividere la camera con altre 7. Mi fa vedere la stanza e credo che dopo lo scoppio della bomba di Yroshima ci siamo stato più ordine di quello che ho visto lì dentro. Comunque non importa, tanto ci devo solo dormire, mica vivere, e poi solo per qualche giorno. Mi fa vedere anche altre camere, più carine e ordinate di quell’altra ma dovrei dormire con altri ragazzi e sinceramente credo che per ora sia meglio evitare situazioni del genere. Inoltre non va sottovalutato il fatto che Barbara, parlando italiano, mi può dare una risposta a qualunque dubbio io possa avere. Nel cortile dell’ostello conosco già tre ragazzi italiani che a quanto pare sono lì da parecchio tempo e un inglese già ubriaco alle 2 del pomeriggio che mi chiede se so giocare a pocker…sembrano simpatici. Pago un anticipo di 20 $ e resto d’accordo con Barbara di tornare domani pomeriggio con tutta la mia roba.
Uscita dall’ostello mi faccio nuovamente un giro della città armata di piantina e alle 5 riprendo il treno per casa.
Forse mi pentirò di lasciare le comodità di questa casa per un porcile di ostello da 4 soldi ma mi sento di farlo e credo sia l’unico segnale da seguire e poi, vi dirò, sono tre giorni che giro con gli stessi jeans addosso, che non mi trucco e non mi pettino (le mutande le ho cambiate pero!!!)e non mi sono mai sentita così a mio agio.
Un bacio grosso a tutti voi che mi leggerete e vi aspetto per raccontarvi come è andata la prima notte in una backpacker accomodation!!!!
Baci!!!!
lunedì 28 aprile 2008
martedì 22 aprile 2008
"LA VALIGIA SUL LETTO E' QUELLA DI UN LUNGO VIAGGIO"
Uno zaino pieno di vestiti e scarpe, uno zaino troppo pieno per contenere il minimo indispensabile…..devo rivedere il concetto di “minimo indispensabile”?
Il mio vero bagaglio occupa ben poco spazio: una vera all’anulare con inciso il nome di mia sorella, un portachiavi a forma di quadrifoglio per portarmi fortuna e per appenderci le chiavi della mia prima casa, una spilla con la bandiera della Gran Bretagna attaccata ad un taccuino Moleskine, una medaglietta raffigurante la Madonna della vita che mia zia aveva dato a suo tempo a sua figlia quando era partita per Padova, un paio di babbucce fatte da mia nonna e un elefantino di vetro regalatomi da una donna dolcissima.
Oltre a tutti questi portafortuna ho quello più importante: la protezione dal cielo dei miei nonni…..sono sicura che con loro non potrà capitarmi nulla di male.
Il mio vero bagaglio occupa ben poco spazio: una vera all’anulare con inciso il nome di mia sorella, un portachiavi a forma di quadrifoglio per portarmi fortuna e per appenderci le chiavi della mia prima casa, una spilla con la bandiera della Gran Bretagna attaccata ad un taccuino Moleskine, una medaglietta raffigurante la Madonna della vita che mia zia aveva dato a suo tempo a sua figlia quando era partita per Padova, un paio di babbucce fatte da mia nonna e un elefantino di vetro regalatomi da una donna dolcissima.
Oltre a tutti questi portafortuna ho quello più importante: la protezione dal cielo dei miei nonni…..sono sicura che con loro non potrà capitarmi nulla di male.
lunedì 21 aprile 2008
Ciao a tutti!!!!
Non potrò mai dimenticare la serata di sabato. Un’immagine che porterò sempre nel cuore: i miei amici, le persone più care e a cui voglio più bene, tutte insieme, attorno allo stesso tavolo….per me. C’erano amici e amiche che sono venute apposta da Milano, Torino e Novara per salutarmi….se questo non è affetto.
Oltre ai brindisi avrei voluto fare un discorso per ringraziare tutti, ma l’arte oratoria non mi appartiene, perciò lo farò a posteriori e chi vorrà potrà leggerlo, anche se so che chi di voi mi conosce bene avrà già capito tutto sabato sera guardandomi negli occhi.
“Voglio ringraziare tutti voi non solo per essere qui questa sera, ma soprattutto per quello che ciascuno di voi rappresnta nella mia vita.
Grazie a chi da collega di lavoro è diventata una grande amica, un’amica che mi è stata vicina durante i mesi trascorsi lontano da casa, che ha seguito tutte le mie peripezie sentimentali e che, come tutte le vere amiche mi ha sempre dato dei consigli ma mai dei giudizi.
Grazie a chi mi ha regalato la sua simpatia e il suo buon umore per trascorrere giornate e serate di sano divertimento.
Grazie a chi, dopo una latitanza dalle mie radici, mi ha fatto riscoprire la gioia della compagnia della gente “nostrana” come noi.
Grazie a chi mi ha curato le ferite del cuore e da allora non mai più smesso di essermi amica. Grazie a chi mi ha sempre riempito di complimenti e parole di conforto per farmi capire che era solo lui che aveva da perderci e io da guadagnarci……finalmente l’ho capito!!!
Grazie a chi mi ha detto tanto con gli occhi, quegli occhi che ogni volta che incrociavo erano un libro aperto ma che pur di non leggere ho finto la cecità…usciva amore a fiumi da quegli occhi ma ho avuto troppa paura di affogare.
Grazie all’Amico per definizione, colui che mi ha regalato le serate più belle che abbia mai vissuto in vita mia e che si è rivelato un grande ascoltatore nei momenti di bisogno, che mi ha fatto capire cos’è l’amicizia e il suo grande valore.
Ultima ma non ultima grazie all’Amore della mia vita, colei che amo e amerò fino alla fine dei miei giorni, che non mi ha mai tradito e mai mi tradirà, l’unica persona di cui potrò sempre fidarmi cecamente e che non mi farà mai del male. Grazie.”
Spero che ciascuno di voi si sia ritrovato nei miei ringraziamenti.
Comunque, malinconia a parte, è stata veramente una serata “poria”!!
Cena da Pattarons con performance canora a tavola e di ballo sulle note di “Turn around”. Proseguimento della serata al Troca (dove non andavo da Novembre dell’anno scorso)….è proprio vero che se la compagnia è quella giusta e si è carburato ben bene non c’è posto migliore del Troca per fare serata .Forse dopo i litri di rosso e di Brauliazzo potevo anche evitare di bere il Cointreau al Troca…..però che numeri in pista!!!!
E’ stato un revival: un ritorno all’inverno 2004 quando il Troca era diventato casa mia e di mia sorella e nostra madre il venerdì e il sabato non ci vedeva tornare a casa prima delle 7 di mattina. Erano veramente mesi che non mi spaccavo così e ne pago le conseguenze ancora oggi…..ma ne è valsa la pena….eccome se ne è valsa la pena.
Non so che cazzo ho combinato in pista ma ho perso 2 orecchini, il pearcing all’ombelico e la giacca….ma s’po’???
Mi raccomando seguitemi nelle mie avventure in OZ. Commentate i miei post e fatemi sentire il vostro affetto anche se sarò nell’emisfero australe.
Sto per partire alla ricerca del mio posto nel mondo.
Ciao a tutti!!!
Oltre ai brindisi avrei voluto fare un discorso per ringraziare tutti, ma l’arte oratoria non mi appartiene, perciò lo farò a posteriori e chi vorrà potrà leggerlo, anche se so che chi di voi mi conosce bene avrà già capito tutto sabato sera guardandomi negli occhi.
“Voglio ringraziare tutti voi non solo per essere qui questa sera, ma soprattutto per quello che ciascuno di voi rappresnta nella mia vita.
Grazie a chi da collega di lavoro è diventata una grande amica, un’amica che mi è stata vicina durante i mesi trascorsi lontano da casa, che ha seguito tutte le mie peripezie sentimentali e che, come tutte le vere amiche mi ha sempre dato dei consigli ma mai dei giudizi.
Grazie a chi mi ha regalato la sua simpatia e il suo buon umore per trascorrere giornate e serate di sano divertimento.
Grazie a chi, dopo una latitanza dalle mie radici, mi ha fatto riscoprire la gioia della compagnia della gente “nostrana” come noi.
Grazie a chi mi ha curato le ferite del cuore e da allora non mai più smesso di essermi amica. Grazie a chi mi ha sempre riempito di complimenti e parole di conforto per farmi capire che era solo lui che aveva da perderci e io da guadagnarci……finalmente l’ho capito!!!
Grazie a chi mi ha detto tanto con gli occhi, quegli occhi che ogni volta che incrociavo erano un libro aperto ma che pur di non leggere ho finto la cecità…usciva amore a fiumi da quegli occhi ma ho avuto troppa paura di affogare.
Grazie all’Amico per definizione, colui che mi ha regalato le serate più belle che abbia mai vissuto in vita mia e che si è rivelato un grande ascoltatore nei momenti di bisogno, che mi ha fatto capire cos’è l’amicizia e il suo grande valore.
Ultima ma non ultima grazie all’Amore della mia vita, colei che amo e amerò fino alla fine dei miei giorni, che non mi ha mai tradito e mai mi tradirà, l’unica persona di cui potrò sempre fidarmi cecamente e che non mi farà mai del male. Grazie.”
Spero che ciascuno di voi si sia ritrovato nei miei ringraziamenti.
Comunque, malinconia a parte, è stata veramente una serata “poria”!!
Cena da Pattarons con performance canora a tavola e di ballo sulle note di “Turn around”. Proseguimento della serata al Troca (dove non andavo da Novembre dell’anno scorso)….è proprio vero che se la compagnia è quella giusta e si è carburato ben bene non c’è posto migliore del Troca per fare serata .Forse dopo i litri di rosso e di Brauliazzo potevo anche evitare di bere il Cointreau al Troca…..però che numeri in pista!!!!
E’ stato un revival: un ritorno all’inverno 2004 quando il Troca era diventato casa mia e di mia sorella e nostra madre il venerdì e il sabato non ci vedeva tornare a casa prima delle 7 di mattina. Erano veramente mesi che non mi spaccavo così e ne pago le conseguenze ancora oggi…..ma ne è valsa la pena….eccome se ne è valsa la pena.
Non so che cazzo ho combinato in pista ma ho perso 2 orecchini, il pearcing all’ombelico e la giacca….ma s’po’???
Mi raccomando seguitemi nelle mie avventure in OZ. Commentate i miei post e fatemi sentire il vostro affetto anche se sarò nell’emisfero australe.
Sto per partire alla ricerca del mio posto nel mondo.
Ciao a tutti!!!
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