domenica 18 maggio 2008

LA GENTE DELLA NOTTE (17 Maggio 2008)

Ieri ho fatto il mio primo Sabato sera a Sydney ed è stato veramente uno spasso!!!! Né io né Ciriaco avevamo programmi per la serata così abbiamo deciso di andare in città a mangiare qualcosa e poi da lì girare un po’ per locali. Abbiamo preso il bus, che ferma a due minuti da casa nostra, e siamo scesi a Taylor Square, alla fine di Oxford Street.
Forse per chi di voi vive in città può sembrare normale, ma per me, abituata a dover prendere la macchina per qualunque spostamento, non potete nemmeno immaginare come apprezzo l’efficienza dei mezzi pubblici qui a Sydney: non doversi preoccupare del parcheggio, di far benzina (grandissimo risparmio!!!), poter bere senza problemi di etilometro….fantastico!!!! Se vivessi qui a Sydney credo proprio che l’auto non me la comprerei proprio. Ogni punto della città è raggiungibile con metro o bus, sono frequentissimi ed efficienti e, di conseguenza, non proprio economici, ma sicuramente più economici che un’auto.
Quindi, una volta scesi dal bus abbiamo fatto un giretto per decidere dove andare a mangiare. Alla fine abbiamo optato per un ristorante con cucina spagnola. La scelta è stata ottima per il palato, ma non tanto per le tasche. Abbiamo preso due tacos come antipasto e poi delle patate con una salsa piccante e del chiurizo (non so se si scrive così, ma se qualcuno di voi conosce la cucina spagnola sa di cosa sto parlando) il tutto annaffiato con un litro di sangria. Purtroppo le porzioni non erano nemmeno troppo abbondanti e per me, che nel pomeriggio ero andata a correre, è stata un’amara sorpresa. Comunque ci siamo fatti portare del pane e abbiamo cercato di saziarci con quello. A fine cena Ciriaco ha esordito dicendomi: “Bene, adesso che sai che c’è questo posto se ti capita di passarci davanti accelera e tira dritto!!!”
Dal ristorante ci siamo diretti verso la zona di the Rocks passando per Oxford St. Oxford St è rinomata per essere la via dei gay e dei locali per gay e infatti anche se erano solo le 10 di sera sembrava di essere al gay pride. In duecento metri di strada ho incrociato trans, drag queens, lesbiche e uomini inequivocabilmente dell’altra sponda: mi sono spaccata dal ridere!!!!!! Superata Oxford Street ci si ritrova nuovamente in mezzo a gente “normale”: è pazzesco come delle vie o delle aree urbane possano delimitare delle realtà così diverse. Ciriaco era curioso di andare in un locale a George St chiamato “Three monkies”. A rievocazione del nome, sopra la porta d’ingresso ci sono le statue delle tre scimmiette: non vedo, non sento e non parlo. Se Oxford St è la via dei gay, George St è quella dei truzzi. Per la via era pieno di macchine truccate che facevano un rumore infernale, con a bordo altrettanti truzzi con catenazze al collo, musica a palla e finestrini abbassati. Per lo più, si trattava comunque di gente latina (colombiani, brasiliani,ecc.), non di australiani. Il locale non era niente di che: su tre piani,con bar al primo e secondo e con un gruppo che suonava musica punk al terzo. Ci siamo presi una birra e saremo stati lì un’oretta.
Usciti da lì ci siamo fatti ancora una ventina di minuti a piedi per andare in un locale alla fine di George St per il quale io avevo dei free drink. In quei venti minuti sotto i miei occhi è apparsa una Sydney che mai di giorno avrei potuto immaginare esistere.
Di giorno Sydney sembra la “città ideale”, la città perfetta in cui tutti sognano di vivere: tutti camminano per la strada con il sorriso stampato in faccia nei loro abiti su misura, con le loro scarpe lucide, con il trucco e l’acconciatura perfetta; alle 12 i parchi cittadini si riempiono di impiegati che trascorrono all’aria aperta la loro pausa pranzo mangiando qualcosa take away o facendo jogging; per terra non si vedono cartacce o mozziconi di sigarette; ogni azione è accompagnata da mille “sorry” o “thank you” quasi nauseante dopo un po’; le famiglie sembrano uscite direttamente da una pubblicità del mulino bianco tutti belli, atletici e felici. Tutto così perfetto da fare quasi paura!!! Abituata al macello della nostra realtà italiana, più di una volta mi sono ritrovata a pensare: “Ma è un film? Dove sono le telecamere?” e molto spesso mi sono chiesta se queste persone sono consapevoli di vivere in una realtà tutta loro, in una sorta di isola felice completamente diversa dal resto del mondo. Il passaggio che ancora non ho colto, l’anello mancante, è capire se queste persone sono così perché veramente qui il sistema funziona bene e tutto è più facile che da noi, o se al contrario è la gente ad essere più positiva, a prendere la vita con più leggerezza, senza farsi troppi problemi o troppe menate e quindi di conseguenza rendere tutto più semplice.
Comunque tornando a ieri sera, quest’isola felice il Venerdì e soprattutto il Sabato sera si trasforma. La gente alle 17 del Venerdì esce dagli uffici, scende nei pub e comincia a bere fino alla fine del week and. Le strade ieri sera erano piene di gente ubriaca, volanti della polizia dappertutto (soprattutto quelle nere che ho scoperto essere dei poliziotti “picchiatori” che vanno in giro a sedare le risse), sul marciapiedi c’era un tipo a terra con la faccia piena di sangue e poco più avanti un altro, anch’esso sporco di sangue, che urlava e imprecava, le ragazze camminavano scalze perché non ce la facevano a stare in equilibrio sui tacchi e avevano talmente tanto alcool in corpo che, mentre io avevo indosso una maglia e una giacca, loro erano in giro con top o vestitini estivi. E’ stata veramente una triste scoperta per me, la scoperta di una felicità che forse è veramente solo apparente, che nasconde un disagio di fondo che nascondono bene per tutta la settimana ma che poi il week and riversano nell’alcool.
Il locale di cui avevo i free drink era una sorta di disco pub. La musica era così terribile che nemmeno al Troca hanno mai osato metterla: la canzone più recente che il dj ha messo era del 2004, il resto era tutta anni 80 della peggior specie. La clientela era un mix tra Tam Tam e Battello…..faceva spaccare dal ridere da quanto era brutta!!!La gente però ballava, cantava e si divertiva e la loro euforia ci ha contagiati, così ci siamo messi anche noi a ballare. Nell’assurdo del contesto sono anche riuscita a fare la mia prima conquista!!! Che ridere!!! Un tipo inglese di 39 anni (niente di che, ovviamente), però simpatico quanto bastava per fare due parole in inglese e ballare un po’.
Oggi invece ho passato la domenica a girare per i parchi qui vicino e a farmi contagiare dalla solarità della gente: gente che giocava a calcio, a tennis, a golf, che andava a cavallo, che correva, che andava in bici, in roller o in richò, che faceva barbeque, che faceva volare aquiloni o che faceva scorrazzare il cane. La giornata oggi non era una delle più calde (13° gradi con un venticello che pizzicava),ma ciò nonostante la gente era tutta fuori all’aria aperta. Ci sono momenti, come oggi, dove anche se sono lontana da casa e da tutti i miei affetti, non posso fare a meno di avere il cuore colmo di gioia nel vedere attorno a me tutta questa voglia di vivere. E sono proprio queste sensazioni che mi danno la convinzione che posso farcela, che posso superare alla grande questo periodo di “adattamento” e riuscire un poco alla volta a trovare una mia serenità e riuscire a sentirmi a casa anche qui.

3 commenti:

Laura ha detto...

Bè... Io potrei metterci la mano sul fuoco! Ne sono assolutamente certa!
Ci sentiamo presto! Ti amo tanto.
tua sister

Laura ha detto...

p.s.: inserisci qualche foto nel tuo blog! quando scrivi un post, nella barra degli strumenti (vicino al pulsante "abc" del controllo ortografico) c'è il pulsantino per inserire un'immagine! così ci fai vedere qualcosa di bello! bacione

Il basilisco ha detto...

Cittadina del mondo. Mi auguro che i tuoi dubbi sul disincanto restino tali...perchè voglio sperare che da qualche parte esistano persone capaci di Vivere serenamente. Il timore vero è che la serenità non vada di pari passo con un "progresso" sociale che alla fine si rivela come un incremento di castranti infrastrutture e nulla più. Immagine a discapito di ben più importanti verità interiori. Forse concentrarsi su di noi comporterà il distogliere lo sguardo da tutto ciò che rappresenta il teatrino dell'effimero...Forse. Buon proseguimento e...inizia pure ad arrampicarti sull'Opera House perchè non considero i Radiohead un gruppo che "fa" musica, -li- considero MUSICA.