Non vorrei essere così lenta nell’aggiornare il mio blog, ma vi assicuro che è solo un segno positivo: le mie giornate sono talmente piene (“Very busy” come dicono qui) che non trovo mai il tempo di mettermi al pc!!!! Vi riassumo un po’ le cose principali di queste due scorse settimane.
So benissimo che non deve essere un vanto, ma due Lunedì fa (il 9 Giugno) ho preso la mia prima sbronza australiana e ovviamente non poteva che essere in compagnia di…..italiani!!!! Lunedì era festa nazionale perciò non ho lavorato. Al mattino sono andata a correre, poi verso le 2 mi ha chiamato Giulio, il ragazzo di Vicenza che vive a Cooge e mi ha invitata ad andare da lui per un “barbi” (come chiamano qui il barbeque).
A tal proposito apro una parentesi per quanto riguarda il cibo australiano, o per lo meno quello di Sydney. Da quello che ho potuto constatare in questi due mesi, devo dire che gli australiani hanno uno strano rapporto con il cibo: lo amano e allo stesso tempo non lo sanno apprezzare. Ora mi spiego meglio. Parlano sempre di cibo (con me il discorso è peraltro piuttosto ovvio: “Where ‘re you from?” “Italy” “Oh!!! Wonderful place, wonderful l food, I love Italian food….” e via di questo passo ad elencare tutti i piatti della cucina italiana) però non sanno gustare il cibo e i momenti ad esso dedicati come facciamo noi. Per noi, o almeno per chi come me non considera il cibo un “nutrimento” ma un “alimento”, i momenti dedicati al pasto hanno una sorta di sacralità. Se per motivi di lavoro non riusciamo magari a dedicarvi molto tempo a pranzo, però la cena e i week end molto spesso facciamo ruotare attorno ai pasti i nostri incontri con parenti ed amici. Siamo capaci di passare ore a cucinare e altrettante ore seduti a tavola. Qui invece innanzi tutto non hanno orari per mangiare. Da quando lavoro al caffè mi è capitato di vedere gente ordinare le uova strapazzate con la pancetta alle 11 di mattina (…sarà la colazione o il pranzo?) o mangiare un piatto di riso con il pollo alle 4 di pomeriggio (…sarà pranzo o cena?...bho??). Basta girare per le vie della città per accorgersi che ci sono ristoranti (li chiamo così, ma i ristoranti come li intendiamo noi in realtà sono ben pochi, la maggior parte sono fast-food o dei buchi con 4 tavoli che fanno anche servizio take away) ogni dove e sono sempre pieni a qualunque ora del giorno e della notte. Per le strade poi incontri sempre gente che mangia qualcosa o che beve caffè o cappuccini take away. Pur amando il cibo, non lo sanno gustare. E’ raro vedere un australiano che si siede a tavola e con calma si gusta la sua cena accompagnata da un bel bicchiere di vino. Il più delle volte in settimana mangiano qualcosa fuori prima di rientrare a casa dopo il lavoro e il week end la cena è solo una parentesi tra un drink e l’altro.
C’è però un merito che va riconosciuto a questa città e cioè la possibilità di assaggiare tante cucine diverse e scoprire ogni volta sapori nuovi. Sydney è piena zeppa di asiatici e perciò si possono trovare ristoranti etnici dove si mangia lo stesso cibo che si potrebbe trovare se si fosse effettivamente in Asia. Fin ora io ho provato il cinese, il giapponese, il thailandese, l’indonesiano e il nepalese e devo dire che, per quanto insostituibili alla nostra cucina, li ho trovati veramente ottimi. L’indonesiano, in particolare, ho avuto modo di assaggiarlo uscendo a cena con i ragazzi del bar. Uno di loro è Indonesiano perciò ci ha portati in un posto che conosceva lui e ha scelto lui per noi: abbiamo mangiato da dio e speso veramente poco!!! Il modo migliore per provare una cucina diversa dalla nostra è sicuramente quello di farsi accompagnare da gente del posto che conosce ristoranti di cui nessuna guida turistica parla, ma che sono sicuramente i migliori. In questo modo si riescono a scoprire i “sapori” di una città e di una cultura.
Per quanto riguarda il giapponese qui si trovano i “sushi train” ad ogni angolo. Sono dei locali con al centro un nastro trasportatore circolare e tutto attorno gli sgabelli su cui sedersi. Sul nastro passano dei contenitori di plastica trasparente con all’interno vari tipi di sashimi e quando ti passa davanti quello di tuo gradimento lo prendi dal nastro e mangi.
Il thailandese lo mangio spesso quando sono fuori casa, è veramente buono e soprattutto economico (con 7/8 dollari puoi avere un piatto di riso o noodles con carne e verdure).
Il nepalese invece l’ho provato la settimana scorsa quando sono uscita a cena con Morten, un ragazzo mezzo Norvegese e mezzo Tedesco che ho conosciuto tramite amici comuni. I piatti che abbiamo scelto non mi hanno entusiasmato particolarmente, perciò mi sa che non ci tornerò un’altra volta a meno che non conosca un nepalese che mi accompagni e mi consigli.
Tornando comunque al mio barbeque, sono arrivata a Cooge verso le 4p.m. e a casa c’erano Giulio, Steto (il ragazzo di Rimini con cui avevo giocato a stecca un mesetto fa…ricordate?) e Nico, un ragazzo romagnolo che vive e lavora come pizzaiolo a Cronulla, una cittadina a sud di Sydney. Io avevo portato delle birre, perciò abbiamo iniziato con quelle mentre guardavamo un film in TV. Verso le 6 Steto ha proposto un aperitivo e una partita a stecca al Cooge Bay Hotel, un pub nelle vicinanze…..why not? Usciti di casa siamo saliti sul “mezzo” di Nico: uno di quei pulmini della Wolkswagen stile “figli dei fiori” (non so se ho reso l’idea). A stecca purtroppo non ho fatto furore come la prima volta (la fortuna dei principianti!!!!): forse perché sorseggiavo un campari col bianco mentre tiravo??. Nel frattempo ci ha raggiunto Ale, un altro ragazzo che però non ricordo di dove fosse perché poi dopo quella sera non ho più rivisto.

Tornati a casa, mentre aspettavamo che la carbonella fosse pronta, abbiamo fatto torneo di calcetto bevendo altre birre (come al solito mi sono ritrovata in una compagnia di soli uomini e mi sono sentita perfettamente a mio agio!!!!). La serata è andata avanti con la cena a base di bistecche e salsicce, accompagnata da vino rosso, il dopo cena al pub e nuovamente a casa per un altro torneo di calcetto con altri due ragazzi che nel frattempo ci avevano raggiunto

L’obiettivo doveva essere aspettare la partita dell’Italia alle 4.45, ma alle 3 io ho mollato il colpo e, visto che c’era una stanza libera, me ne sono andata a letto. Steto ha provato a svegliarmi alle 4.45, ma credo di non avergli nemmeno risposto. Da allora comunque ogni volta che giocava l’Italia sono andata da loro a cena e, senza ingurgitare troppo alcool, sono riuscita a vedere le partite. Ora comunque la scusa della partita non c’è più e tra l’altro Giulio parte domani per un viaggio di due mesi in Australia, perciò non so se ci saranno altre occasioni per fare serate…..vedremo!!
Oltre alle serate a Cooge, la settimana scorsa sono uscita a cena con i miei coinquilini per salutare Francesca, la coinquilina di Rimini che l’altroieri è partita per tornare in Italia. Ora Sunny e Justin stanno cercando una nuova coinquilina….speriamo in bene!!!!
Sabato scorso sono uscita a cena con Ciriaco (che è tornato per tre giorni a Sydney prima di ripartire definitivamente per l’Italia) e con i miei due “studenti” Aaron e Jusmine. Siamo andati al 21 (il ristorante in The Rocks con la pizza più buona di Sydney) ed è stata davvero una serata piacevole.

Domenica mattina invece il mio capo mi è passata a prendere e mi ha accompagnata ad Haberfield, la “little Italy” di Sydney. E’ stato come portare un bambino in un negozio di giocattoli: sono entrata in tutte le gastronomie e le pasticcerie che vedevo e ho fatto manbassa di bresaola, prosciutto cotto, prosciutto crudo, pecorino, millefoglie e cannoli alla ricotta……vi lascio immaginare l’orgasmo organolettico della mia cena di Domenica sera!!!!!
Mi spiace di non avervi descritto nei dettagli tutte le cose che ho fatto e visto in queste due settimane, ma mi riprometto di essere un po’ più assidua nei prossimi giorni per regalarvi qualche dettaglio in più.
Un bacio a tutti!!!!