lunedì 30 giugno 2008

MI SONO INNAMORATA!!!!



E’ ufficiale: mi sono innamorata!!!! Non di lui, non so nemmeno chi sia, ma di ciò che lui rappresenta e di tutto ciò che lo circonda.
Ieri, 29 Giugno (l’equivalente del nostro 19 Gennaio, in termini di stagione) ho fatto il bagno nell’oceano….non mi sembra ancora possibile!!! Sono uscita di casa verso mezzogiorno per andare a correre sulla spiaggia e, poiché la giornata era veramente favolosa, sotto gli abiti da corsa mi sono messa il costume. Ho corso i miei soliti 45 minuti (8 volte la lunghezza della spiaggia), dopo di che mi sono spogliata e mi sono buttata in mare. Vi dirò che l’acqua non era per niente fredda e, una volta uscita mi sono asciugata al sole senza sentire freddo. Me l’avevano detto che l’acqua in questa stagione non è fredda perché ha incamerato tutto il caldo dell’estate, ma non credevo di riuscire a farci il bagno!!! Quest’estate lo farò tutte le volte che andrò correre…..non è una figata assoluta??



Solitamente anche il Lunedì mattina vado a correre, ma sta mattina era veramente impossibile….dopo aver dormito la notte scorsa sul pavimento non mi sembrava il caso!!! Ora vi spiego.
Ieri sera sono andata a Coogie per cenare con i soliti ragazzi (Steto, Stefano e Luca)e con Gabriel, un ragazzo brasiliano loro collega di lavoro al ristorante. Abbiamo mangiato in un ristorante brasiliano e per accompagnare la carne non ci siamo fatti mancare tre bottiglie di vino rosso. A fine cena, siamo andati al solito pub per l’amaro e la partita a stecca e senza accorgermene si sono fatte la mezzanotte. A quell’ora da Coogie non ci sono pub che tornano a Bondi Beach, o meglio, ci sono, ma praticamente sarei dovuta andare fino in città, ad Oxford Street e cambiare bus, il tutto in un’ora o anche più e sinceramente non ne avevo proprio voglia. Già altre volte mi sono fermata dai ragazzi a dormire, ma sta il volta il problema era che ieri hanno fatto trasloco quindi in casa non c’era più nulla, nemmeno un divano. Tra farmi un’ora o più in bus e dormire sul pavimento ho scelto la seconda opzione. I ragazzi mi hanno messo una coperta per terra e una sopra e ho dormito fino a sta mattina alle 8. Fortunatamente di solito dormo a pancia in giù perciò, la superficie dura sotto di me non era un problema, il problema si presentava quando nel sonno mi giravo su un fianco….oggi mi fanno male le ossa delle anche!!!Ora direi che dopo la settimana in ostello e la notte sul pavimento posso dire di aver superato qualunque prova di adattamento.
La settimana scorsa è passata senza nulla di straordinario. Sabato sera sono uscita con Sunny, Justin e due ragazze (una italiana e una tedesca). In realtà dovevamo essere solo in 4, invece poi la tipa tedesca ha portato anche la sua coinquilina e così mi sono ritrovata a fare la candela. Per fortuna, dopo un paio di drink a casa, siamo andati ad una “house party” a 10 minuti da casa mia. Ho conosciuto un sacco di gente, tra cui due ragazze italiane carinissime e Cristofer, un ragazzo cileno. La cosa bella dell’ atmosfera che c’è qui a Sydney , e specialmente a Bondi Beach, è che è praticamente impossibile andare ad una festa e non conoscere nessuno: da qualunque parte ti giri incontri lo sguardo di qualcuno che si avvicina per sapere chi sei, da dove vieni, che ci fai qui, ecc…..quasi come da noi?!?!?!?

Oggi è stata una giornata piena di belle notizie: mia sorella ha passato il colloquio al consolato per il visa di 6 mesi, ho saputo che mio cugino ad Ottobre, dopo due femmine, avrà finalmente un maschietto,e ultimo, ma non ultimo, ho avuto il mio primo aumento!!!!! Il capo ora mi paga 14$ all’ora anziché i 13$ di prima: grandioso!!!! (E pensare che Pedus ci ha messo un anno a darmi il primo aumento……..fack!!!!)

martedì 24 giugno 2008

VERY BUSY

Non vorrei essere così lenta nell’aggiornare il mio blog, ma vi assicuro che è solo un segno positivo: le mie giornate sono talmente piene (“Very busy” come dicono qui) che non trovo mai il tempo di mettermi al pc!!!! Vi riassumo un po’ le cose principali di queste due scorse settimane.
So benissimo che non deve essere un vanto, ma due Lunedì fa (il 9 Giugno) ho preso la mia prima sbronza australiana e ovviamente non poteva che essere in compagnia di…..italiani!!!! Lunedì era festa nazionale perciò non ho lavorato. Al mattino sono andata a correre, poi verso le 2 mi ha chiamato Giulio, il ragazzo di Vicenza che vive a Cooge e mi ha invitata ad andare da lui per un “barbi” (come chiamano qui il barbeque).

A tal proposito apro una parentesi per quanto riguarda il cibo australiano, o per lo meno quello di Sydney. Da quello che ho potuto constatare in questi due mesi, devo dire che gli australiani hanno uno strano rapporto con il cibo: lo amano e allo stesso tempo non lo sanno apprezzare. Ora mi spiego meglio. Parlano sempre di cibo (con me il discorso è peraltro piuttosto ovvio: “Where ‘re you from?” “Italy” “Oh!!! Wonderful place, wonderful l food, I love Italian food….” e via di questo passo ad elencare tutti i piatti della cucina italiana) però non sanno gustare il cibo e i momenti ad esso dedicati come facciamo noi. Per noi, o almeno per chi come me non considera il cibo un “nutrimento” ma un “alimento”, i momenti dedicati al pasto hanno una sorta di sacralità. Se per motivi di lavoro non riusciamo magari a dedicarvi molto tempo a pranzo, però la cena e i week end molto spesso facciamo ruotare attorno ai pasti i nostri incontri con parenti ed amici. Siamo capaci di passare ore a cucinare e altrettante ore seduti a tavola. Qui invece innanzi tutto non hanno orari per mangiare. Da quando lavoro al caffè mi è capitato di vedere gente ordinare le uova strapazzate con la pancetta alle 11 di mattina (…sarà la colazione o il pranzo?) o mangiare un piatto di riso con il pollo alle 4 di pomeriggio (…sarà pranzo o cena?...bho??). Basta girare per le vie della città per accorgersi che ci sono ristoranti (li chiamo così, ma i ristoranti come li intendiamo noi in realtà sono ben pochi, la maggior parte sono fast-food o dei buchi con 4 tavoli che fanno anche servizio take away) ogni dove e sono sempre pieni a qualunque ora del giorno e della notte. Per le strade poi incontri sempre gente che mangia qualcosa o che beve caffè o cappuccini take away. Pur amando il cibo, non lo sanno gustare. E’ raro vedere un australiano che si siede a tavola e con calma si gusta la sua cena accompagnata da un bel bicchiere di vino. Il più delle volte in settimana mangiano qualcosa fuori prima di rientrare a casa dopo il lavoro e il week end la cena è solo una parentesi tra un drink e l’altro.
C’è però un merito che va riconosciuto a questa città e cioè la possibilità di assaggiare tante cucine diverse e scoprire ogni volta sapori nuovi. Sydney è piena zeppa di asiatici e perciò si possono trovare ristoranti etnici dove si mangia lo stesso cibo che si potrebbe trovare se si fosse effettivamente in Asia. Fin ora io ho provato il cinese, il giapponese, il thailandese, l’indonesiano e il nepalese e devo dire che, per quanto insostituibili alla nostra cucina, li ho trovati veramente ottimi. L’indonesiano, in particolare, ho avuto modo di assaggiarlo uscendo a cena con i ragazzi del bar. Uno di loro è Indonesiano perciò ci ha portati in un posto che conosceva lui e ha scelto lui per noi: abbiamo mangiato da dio e speso veramente poco!!! Il modo migliore per provare una cucina diversa dalla nostra è sicuramente quello di farsi accompagnare da gente del posto che conosce ristoranti di cui nessuna guida turistica parla, ma che sono sicuramente i migliori. In questo modo si riescono a scoprire i “sapori” di una città e di una cultura.
Per quanto riguarda il giapponese qui si trovano i “sushi train” ad ogni angolo. Sono dei locali con al centro un nastro trasportatore circolare e tutto attorno gli sgabelli su cui sedersi. Sul nastro passano dei contenitori di plastica trasparente con all’interno vari tipi di sashimi e quando ti passa davanti quello di tuo gradimento lo prendi dal nastro e mangi.
Il thailandese lo mangio spesso quando sono fuori casa, è veramente buono e soprattutto economico (con 7/8 dollari puoi avere un piatto di riso o noodles con carne e verdure).
Il nepalese invece l’ho provato la settimana scorsa quando sono uscita a cena con Morten, un ragazzo mezzo Norvegese e mezzo Tedesco che ho conosciuto tramite amici comuni. I piatti che abbiamo scelto non mi hanno entusiasmato particolarmente, perciò mi sa che non ci tornerò un’altra volta a meno che non conosca un nepalese che mi accompagni e mi consigli.

Tornando comunque al mio barbeque, sono arrivata a Cooge verso le 4p.m. e a casa c’erano Giulio, Steto (il ragazzo di Rimini con cui avevo giocato a stecca un mesetto fa…ricordate?) e Nico, un ragazzo romagnolo che vive e lavora come pizzaiolo a Cronulla, una cittadina a sud di Sydney. Io avevo portato delle birre, perciò abbiamo iniziato con quelle mentre guardavamo un film in TV. Verso le 6 Steto ha proposto un aperitivo e una partita a stecca al Cooge Bay Hotel, un pub nelle vicinanze…..why not? Usciti di casa siamo saliti sul “mezzo” di Nico: uno di quei pulmini della Wolkswagen stile “figli dei fiori” (non so se ho reso l’idea). A stecca purtroppo non ho fatto furore come la prima volta (la fortuna dei principianti!!!!): forse perché sorseggiavo un campari col bianco mentre tiravo??. Nel frattempo ci ha raggiunto Ale, un altro ragazzo che però non ricordo di dove fosse perché poi dopo quella sera non ho più rivisto.


Tornati a casa, mentre aspettavamo che la carbonella fosse pronta, abbiamo fatto torneo di calcetto bevendo altre birre (come al solito mi sono ritrovata in una compagnia di soli uomini e mi sono sentita perfettamente a mio agio!!!!). La serata è andata avanti con la cena a base di bistecche e salsicce, accompagnata da vino rosso, il dopo cena al pub e nuovamente a casa per un altro torneo di calcetto con altri due ragazzi che nel frattempo ci avevano raggiunto



L’obiettivo doveva essere aspettare la partita dell’Italia alle 4.45, ma alle 3 io ho mollato il colpo e, visto che c’era una stanza libera, me ne sono andata a letto. Steto ha provato a svegliarmi alle 4.45, ma credo di non avergli nemmeno risposto. Da allora comunque ogni volta che giocava l’Italia sono andata da loro a cena e, senza ingurgitare troppo alcool, sono riuscita a vedere le partite. Ora comunque la scusa della partita non c’è più e tra l’altro Giulio parte domani per un viaggio di due mesi in Australia, perciò non so se ci saranno altre occasioni per fare serate…..vedremo!!
Oltre alle serate a Cooge, la settimana scorsa sono uscita a cena con i miei coinquilini per salutare Francesca, la coinquilina di Rimini che l’altroieri è partita per tornare in Italia. Ora Sunny e Justin stanno cercando una nuova coinquilina….speriamo in bene!!!!
Sabato scorso sono uscita a cena con Ciriaco (che è tornato per tre giorni a Sydney prima di ripartire definitivamente per l’Italia) e con i miei due “studenti” Aaron e Jusmine. Siamo andati al 21 (il ristorante in The Rocks con la pizza più buona di Sydney) ed è stata davvero una serata piacevole.



Domenica mattina invece il mio capo mi è passata a prendere e mi ha accompagnata ad Haberfield, la “little Italy” di Sydney. E’ stato come portare un bambino in un negozio di giocattoli: sono entrata in tutte le gastronomie e le pasticcerie che vedevo e ho fatto manbassa di bresaola, prosciutto cotto, prosciutto crudo, pecorino, millefoglie e cannoli alla ricotta……vi lascio immaginare l’orgasmo organolettico della mia cena di Domenica sera!!!!!
Mi spiace di non avervi descritto nei dettagli tutte le cose che ho fatto e visto in queste due settimane, ma mi riprometto di essere un po’ più assidua nei prossimi giorni per regalarvi qualche dettaglio in più.

Un bacio a tutti!!!!

domenica 8 giugno 2008

I DON'T SPEAK ENGLISH

Qui sono le 23 di Domenica 8 Giugno. Domani è festa nazionale, è il compleanno della regina, perciò niente lavoro. Ho appena finito di vedere un film in compagnia di Justin. Era un film scaricato da internet, perciò senza sottotitoli. Credo di aver capito ilo 30% delle frasi, ma il senso generale del film l’ho capito e Justin ogni tanto stoppava il film per spiegarmi qualche passaggio.
Con sto inglese non ci siamo mica!!! Non è per giustificarmi, ma credo che se fossi andata in Inghilterra a quest’ora capirei il doppio delle cose che capisco ora. Gli australiani parlano un inglese terribile, si mangiano le parole, tendono ad abbreviare tutte le frasi e perciò faccio molta fatica a capire soprattutto i tempi dei verbi che stanno usando: quando dicono “I’ll” invece che “I will” la doppia elle quasi non si sente, o quando dicono “He’s gonna…” anziché “he has going to…”, e così via. Spero che sia vero quello che dicono tutti, e cioè che è solo questione di farci l’orecchio, di avere una predisposizione per la musicalità della lingua….speriamo sia vero!!! Da quando sono arrivata qui sicuramente la mia comprensione dell’inglese è migliorata, ma se il ritmo di apprendimento si mantiene costante col cavolo che lo imparo in un anno!!! Mi auguro sia un processo decrescente e quindi di avere un picco di miglioramento tra qualche mese. Comunque io ce la sto mettendo tutta. Sto cercando di crearmi attorno più situazioni possibili che mi diano la possibilità di stare a contatto con l’inglese.
Per cominciare, non ricordo se ve ne avevo parlato, sto incontrando una volta a settimana un paio di persone che vogliono imparare l’italiano e che sono disposte ad insegnarmi l’inglese. Ci troviamo in un caffè e parliamo metà del tempo in italiano e metà in inglese.
Oggi ho incontrato Jasmine, una ragazza australiana di 30 anni, il cui padre è italiano, ma che, per favorire l’integrazione della sua famiglia, non ha mai voluto che i figli imparassero l’italiano. Lei però, un po’ per ribellione e un po’ perché si sente in qualche modo legata all’Italia, ha voluto impararlo da sola. E’ stata quattro volte in Italia, una delle quali per un periodo di sei mesi, e direi che lo parla decisamente bene.
L’altra persona che ho incontrato Mercoledì scorso è Aaron, un ragazzo di 33 anni. Aaron invece non ha nessun discendente italiano, ma ha una passione per l’Italia e per la lingua italiana. Quando viveva a Melbourne ha frequentato la scuola italiana, ora studia da solo leggendo libri e guardando la tv italiana sul web. E’ appassionato di politica italiana e ne sa sicuramente più di me al riguardo. Anche lui come Jusmine parla molto bene, capisce tutto quello che dico ed ha un’ottima memoria per i nuovi vocaboli.
Sono stati entrambi incontri molto utili, ma anche molto piacevoli. Ho avuto la fortuna di beccare due persone estremamente interessanti e intelligenti.
Oltre a questi “scambi”, cerco di occupare il poco tempo libero che ho studiando grammatica, guardando un po’ di tv e ascoltando dei dialoghi in inglese che ho scaricato su I-tunes. Inoltre, come vi dicevo, cerco di crearmi le situazioni che mi permettono di stare a contatto con inglesi. Venerdì per esempio sono uscita a bere qualcosa con il mio capo e due suoi amici. Sapevo fin da principio che mi sarei rotta le palle (come in effetti è stato) perché come vi ho già detto, il Venerdì sera è la serata peggiore per dialogare con un australiano con tutto l’alcool che hanno in corpo, però il life motiv di questi primi mesi deve essere quello di non farsi sfuggire nessuna occasione di stare in mezzo ad inglesi e quindi bisogna “prendere tutto quello che viene”. Oltre che pallosa è stata pure piuttosto frustrante perché vi confesso che non capivo NIENTE, nemmeno una parola di quello che dicevano....che tristezza .

LA MIA PRIMA CORSA SULLA SPIAGGIA
Questa mattina mi sono svegliata verso le 10 e finalmente dopo 5 giorni di pioggia dalla finestra ho visto entrare il primo raggio di sole. Mi sono alzata, ho mangiato una banana, bevuto un tè caldo e sono uscita per andare a correre. Era la prima volta in vita mia che correvo sulla spiaggia e credo sia stata anche la prima volta che ho corso per il puro piacere di correre, senza pensare che stavo correndo per mantenermi in forma o per bruciare calorie, ma solo per il puro piacere di farlo. Il sole era timido, l’oceano era agitato come sempre, la spiaggia era semi deserta, solo qualche surfista, alcuni turisti, uno stormo di gabbiani adagiato sulla spiaggia e qualche altro corridore. Sono rimasta ferma immobile a guardare l’oceano per cinque minuti, a respirarne l’odore e a riempirmi gli occhi di tanta bellezza e immensità: ancora non mi rendo conto di stare in posto del genere, mi ritrovo a stupirmi ogni volta e spero di non abituarmici mai. Arrivata a riva mi sono tolta le scarpe e ho cominciato a correre sulla battigia. Non so veramente che parole usare per descrivere il piacere che provavo ogni volta che i miei piedi venivano a contatto con la sabbia umida, fresca e compatta, ogni volta che le onde arrivavano a bagnare i miei piedi: credo sia stata una delle sensazioni più belle che abbia mai provato in vita mia. Non serviva nemmeno l’i-pod per farmi compagnia: sarebbe stato un delitto coprire il rumore delle onde con la musica nelle orecchie.
Mentre correvo uno dei tanti pensieri che mi è passato per la testa è stato che a scuola invece di sprecare tempo a insegnare cose a volte inutili si dovrebbe trasmettere l’amore per il viaggio, si dovrebbe insegnare ai bambini che la cultura non sta solo sui libri, ma sta nel mondo, sta nelle persone che puoi incontrare, nei posti nuovi che puoi visitare, nelle sensazioni, nei profumi, nei colori, nei sapori….il viaggio ti può arricchire più di mille ore spese sui libri. Questo va insegnato ai bambini, a vivere nel mondo, non in una città o in paese!!! Se mai un giorno avrò la fortuna di avere un figlio, questa sarà una delle cose che vorrò trasmettergli: voglio che si riempia l’anima di tutto ciò che di bello il mondo gli può dare, voglio che impari tutte le lingue del mondo, che abbia amici di ogni razza ed etnia, che abbia le sue idee ma che sappia rispettare anche quelle degli altri, voglio che non sprechi nemmeno un istante della sua vita e che respiri a pieni polmoni tutto il sapore della vita.

martedì 3 giugno 2008

CASA NUOVA VITA NUOVA

Ciao a tutti, tanto per cominciare vi faccio vedere qualche scorcio di Bondi Beach, la zona dove vivo da ieri......mica male eh?!?!?!
Come per tutti gli altri cambi di alloggio che ho dovuto fare fino ad ora, anche questo l'ho fatto con un pizzico di tristezza e di malinconia. Dopo la prima settimana di assestamento, incominciavo a trovarmi bene in quella casa.
Inoltre la mia malinconia era legata anche alla partenza di Ciriaco. Ieri infatti è stato anche il suo ultimo giorno, non solo in quella casa, ma a Sydney. Quanto ci si trova a condividere esperienze forti come queste, credo che tra le persone scatti una forma di legame molto particolare ed intenso (vi prego passatemi il paragone, ma credo si possa paragonare ai legami che si creano dentro la casa del Grande Fratello….non so se ho reso l’idea), un tipo di legame che probabilmente in un contesto di vita routinaria non si sarebbe mai legato. Tra me e lui si era creato proprio questo tipo di legame. Abbiamo cominciato col prenderci per il culo a vicenda: lui mi sfotteva per il mio accento da fighetta Milanese, io per la sua appartenenza ad una razza “inferiore” (scherzando ovviamente) quale è quella Sarda.
Comunque, guardando il lato positivo, la tua partenza è un bene, così finalmente la smetto di parlare italiano e mi concentro solo sull’inglese. D’ora in poi in teoria, salvo incontri non previsti, non dovrei più avere molte occasioni per parlare italiano: al lavoro nessuno parla italiano (a parte il cuoco filippino che mi diverto ad insegnargli le parolacce in italiano…mi fa spaccare!!!!) e a casa la tipa italiana se ne va tra due settimane.
Per migliorare il mio inglese mi sono decisa a comprarmi un libro di grammatica e mettermi a studiare “by myself”, quindi la sera o nei ritagli di tempo cerco di studiare un po’. Inoltre da Giovedì comincio una serie di incontri con persone che vogliono imparare l’italiano e che sono disposte ad insegnarmi l’inglese: ci incontriamo in qualche caffè e parliamo un ora in italiano e un ora in inglese. Conoscendo il mio inglese e di contro la capacità di apprendimento degli anglosassoni, lo so già che mi faranno sentire una merda. Fino ad ora ho tre persone interessate a questo scambio, e credo che non me cercherò altre perché non so veramente dove trovare il tempo.
Tornando al discorso casa, da ieri quindi sono al 113 di Curlewis St in Bondi Beach (per chi volesse vedere la mia casetta su Google Earth). La casa credo di avervela già descritta perciò passo ai “flatmates” (i coinquilini). Le due ragazze che dividono la camera con me sono Francesca di Rimini (quella che partirà fra due settimane) una tipa molto “fashion”(….a buon intenditor poche parole) e Lisa, una ragazza francese che farà qui ancora un paio di mesi e poi parte pure lei. I ragazzi co-proprietari della casa sono Justin, 29 anni, Australiano e Sunny, mio coetaneo, anche lui Australiano ma figlio di indiani e perciò con i lineamenti tipici. Lisa mi sembra una ragazza molto cortese, ma anche molto riservata, di poche parole. I due ragazzi invece sono tipi tranquilli (almeno all’apparenza) ma molto friendly. L’impatto della prima sera quindi è stato decisamente positivo.
Ma voi l’avreste mai detto che una nata a Crodo, in via Lama, che fino a qualche mese fa parlava solo italiano e dialetto si sarebbe trovata a vivere a Sydney insieme a una francese, un australiano e un indiano??? Io no. E ogni volta che ci penso mi trovo a stupirmi di quanto la vita possa essere strana e meravigliosa. Di come ci voglia veramente poco a dare una svolta alla propria vita….se lo si vuole. Un anno fa come ora mi stavo rovinando l’esistenza per colpa del lavoro e di un uomo e ora, invece, sono qui felice e serena come forse non mai: felice di potermi alzare la mattina e dire “Goodmorning”, felice di poter respirare l’odore dell’oceano, felice di non avere più problemi di lavoro, felice di non sentire più il telefono squillare, felice di essere veramente libera….forse per la prima volta.
Per non parlare poi degli incontri!!!! Come si può passare una vita circondati sempre dalle stesse facce? Non lo capivo quando stavo in Italia e ora lo non lo capisco ancora di più. Sono in Australia e conosco un ragazzo di Olbia, che se fossi rimasta in Italia, probabilmente non avrei mai conosciuto, chiacchiero con la mia padrona di casa che è nata a New York e ora vive a Melbourne, mi trovo sul divano a guardare la tele con Justin e Sunny….potrei andare avanti per pagine ad elencare tutte le persone che hanno attraversato la mia vita in questo mese e che mai avrei incontrato se me ne fossi rimasta ad Arona a mangiarmi il fegato per quel c…o di lavoro!!! Non potete nemmeno immaginare quante volte da quanto sono qui mi sono detta “Ma perché cavolo non l’ho fatto prima!!!!!”. Anche se so di essere un po’ “attempata” per questo tipo di esperienza sono troppo felice di averla fatta (e per questo devo ringraziare la mia sorellina…lei sa perché). Probabilmente un’esperienza simile fatta a 20 anni avrebbe potuto segnare una svolta anche nelle scelte degli studi universitari e del lavoro. Ma in fin dai conti in Italia non ho nessun impegno, perciò quando tornerò (se tornerò…..scherzo!!!) avrò ancora in mano la libertà di scegliere.
Ripensando alle miei origini, alla mia educazione, alla famiglia in cui sono cresciuta (i miei genitori hanno lavorato tutta la vita, non sono mai usciti dall’Italia, non hanno mai preso un aereo in vita loro)e alle mie precedenti esperienze, permettetemi di tirarmela un po’ e di dirmi da sola che sono veramente una grande!!!......i vaffan.. sono ammessi!!!!!
Ora qui a casa ho internet free perciò se qualcuno di voi volesse chattare o chiacchierare con Skype o MSN basta che mi manda un sms e ci si può beccare. I miei contatti sono bioeli@hotmail.it per MSN e bioeli80 per Skype.

P.S. L’altroieri è cominciato l’inverno: questa mattina sono andata al lavoro in infradito e maglietta……ma chi ci torna in Italia!!!!!