domenica 8 giugno 2008

I DON'T SPEAK ENGLISH

Qui sono le 23 di Domenica 8 Giugno. Domani è festa nazionale, è il compleanno della regina, perciò niente lavoro. Ho appena finito di vedere un film in compagnia di Justin. Era un film scaricato da internet, perciò senza sottotitoli. Credo di aver capito ilo 30% delle frasi, ma il senso generale del film l’ho capito e Justin ogni tanto stoppava il film per spiegarmi qualche passaggio.
Con sto inglese non ci siamo mica!!! Non è per giustificarmi, ma credo che se fossi andata in Inghilterra a quest’ora capirei il doppio delle cose che capisco ora. Gli australiani parlano un inglese terribile, si mangiano le parole, tendono ad abbreviare tutte le frasi e perciò faccio molta fatica a capire soprattutto i tempi dei verbi che stanno usando: quando dicono “I’ll” invece che “I will” la doppia elle quasi non si sente, o quando dicono “He’s gonna…” anziché “he has going to…”, e così via. Spero che sia vero quello che dicono tutti, e cioè che è solo questione di farci l’orecchio, di avere una predisposizione per la musicalità della lingua….speriamo sia vero!!! Da quando sono arrivata qui sicuramente la mia comprensione dell’inglese è migliorata, ma se il ritmo di apprendimento si mantiene costante col cavolo che lo imparo in un anno!!! Mi auguro sia un processo decrescente e quindi di avere un picco di miglioramento tra qualche mese. Comunque io ce la sto mettendo tutta. Sto cercando di crearmi attorno più situazioni possibili che mi diano la possibilità di stare a contatto con l’inglese.
Per cominciare, non ricordo se ve ne avevo parlato, sto incontrando una volta a settimana un paio di persone che vogliono imparare l’italiano e che sono disposte ad insegnarmi l’inglese. Ci troviamo in un caffè e parliamo metà del tempo in italiano e metà in inglese.
Oggi ho incontrato Jasmine, una ragazza australiana di 30 anni, il cui padre è italiano, ma che, per favorire l’integrazione della sua famiglia, non ha mai voluto che i figli imparassero l’italiano. Lei però, un po’ per ribellione e un po’ perché si sente in qualche modo legata all’Italia, ha voluto impararlo da sola. E’ stata quattro volte in Italia, una delle quali per un periodo di sei mesi, e direi che lo parla decisamente bene.
L’altra persona che ho incontrato Mercoledì scorso è Aaron, un ragazzo di 33 anni. Aaron invece non ha nessun discendente italiano, ma ha una passione per l’Italia e per la lingua italiana. Quando viveva a Melbourne ha frequentato la scuola italiana, ora studia da solo leggendo libri e guardando la tv italiana sul web. E’ appassionato di politica italiana e ne sa sicuramente più di me al riguardo. Anche lui come Jusmine parla molto bene, capisce tutto quello che dico ed ha un’ottima memoria per i nuovi vocaboli.
Sono stati entrambi incontri molto utili, ma anche molto piacevoli. Ho avuto la fortuna di beccare due persone estremamente interessanti e intelligenti.
Oltre a questi “scambi”, cerco di occupare il poco tempo libero che ho studiando grammatica, guardando un po’ di tv e ascoltando dei dialoghi in inglese che ho scaricato su I-tunes. Inoltre, come vi dicevo, cerco di crearmi le situazioni che mi permettono di stare a contatto con inglesi. Venerdì per esempio sono uscita a bere qualcosa con il mio capo e due suoi amici. Sapevo fin da principio che mi sarei rotta le palle (come in effetti è stato) perché come vi ho già detto, il Venerdì sera è la serata peggiore per dialogare con un australiano con tutto l’alcool che hanno in corpo, però il life motiv di questi primi mesi deve essere quello di non farsi sfuggire nessuna occasione di stare in mezzo ad inglesi e quindi bisogna “prendere tutto quello che viene”. Oltre che pallosa è stata pure piuttosto frustrante perché vi confesso che non capivo NIENTE, nemmeno una parola di quello che dicevano....che tristezza .

LA MIA PRIMA CORSA SULLA SPIAGGIA
Questa mattina mi sono svegliata verso le 10 e finalmente dopo 5 giorni di pioggia dalla finestra ho visto entrare il primo raggio di sole. Mi sono alzata, ho mangiato una banana, bevuto un tè caldo e sono uscita per andare a correre. Era la prima volta in vita mia che correvo sulla spiaggia e credo sia stata anche la prima volta che ho corso per il puro piacere di correre, senza pensare che stavo correndo per mantenermi in forma o per bruciare calorie, ma solo per il puro piacere di farlo. Il sole era timido, l’oceano era agitato come sempre, la spiaggia era semi deserta, solo qualche surfista, alcuni turisti, uno stormo di gabbiani adagiato sulla spiaggia e qualche altro corridore. Sono rimasta ferma immobile a guardare l’oceano per cinque minuti, a respirarne l’odore e a riempirmi gli occhi di tanta bellezza e immensità: ancora non mi rendo conto di stare in posto del genere, mi ritrovo a stupirmi ogni volta e spero di non abituarmici mai. Arrivata a riva mi sono tolta le scarpe e ho cominciato a correre sulla battigia. Non so veramente che parole usare per descrivere il piacere che provavo ogni volta che i miei piedi venivano a contatto con la sabbia umida, fresca e compatta, ogni volta che le onde arrivavano a bagnare i miei piedi: credo sia stata una delle sensazioni più belle che abbia mai provato in vita mia. Non serviva nemmeno l’i-pod per farmi compagnia: sarebbe stato un delitto coprire il rumore delle onde con la musica nelle orecchie.
Mentre correvo uno dei tanti pensieri che mi è passato per la testa è stato che a scuola invece di sprecare tempo a insegnare cose a volte inutili si dovrebbe trasmettere l’amore per il viaggio, si dovrebbe insegnare ai bambini che la cultura non sta solo sui libri, ma sta nel mondo, sta nelle persone che puoi incontrare, nei posti nuovi che puoi visitare, nelle sensazioni, nei profumi, nei colori, nei sapori….il viaggio ti può arricchire più di mille ore spese sui libri. Questo va insegnato ai bambini, a vivere nel mondo, non in una città o in paese!!! Se mai un giorno avrò la fortuna di avere un figlio, questa sarà una delle cose che vorrò trasmettergli: voglio che si riempia l’anima di tutto ciò che di bello il mondo gli può dare, voglio che impari tutte le lingue del mondo, che abbia amici di ogni razza ed etnia, che abbia le sue idee ma che sappia rispettare anche quelle degli altri, voglio che non sprechi nemmeno un istante della sua vita e che respiri a pieni polmoni tutto il sapore della vita.

2 commenti:

Il basilisco ha detto...

Il mondo e il senso della vita sono dove si posa lo sguardo di chi sa sentire....di chi sa ascoltare. Australia...Poiala...Equador...Maglioggio. Retina lucida, pelle ruvida ed un sorriso accennato. Ogni cosa nasce da punti differenti ma sa giungere ad unica destinazione se sappiamo tracciarne la rotta; quella meta si chiama Anima.

Laura ha detto...

senza ombra di dubbio tutto questo lo stai già trasmettendo alla tua anima ed anche alla mia. e per questo ti ringrazio.