Come può un viaggio senza meta cancellarsi dietro di me? Se così fosse significherebbe che mi sto facendo scorrere la vita addosso e scivolare dietro di me senza coglierne il significato. Ma se c’è un momento della mia vita in cui ho la certezza che nulla di ciò che passa si cancellerà, è proprio questo.
Un viaggio senza meta.
Sì, è vero, è un viaggio senza meta. Sono partita senza nessun progetto, se non quello di imparare l’inglese. Gli ultimi occhi che ho incrociato prima di salire su quell’aereo sono stati quelli di mia sorella e il mio pensiero è stato “Chissà quando rivedrò quegli occhi?”. Ho lasciato l’Italia senza nemmeno sapere per quanto tempo sarei stata lontana. Ora lo so. Ora so che la rivedrò ad Ottobre a San Francisco e so che l’Italia non si farà calpestare dai miei piedi prima di Aprile dell’anno prossimo. Ora lo so, ma solo ora, perché è realmente quello che voglio e non quello che mi ero prefissata.
Non ho una meta e non ho un obbiettivo da raggiungere se non quello di essere felice, e lo sono da quando sono qui, da quando ho smesso di avere obiettivi da raggiungere. Ho passato una vita a rispettare le regole e a seguire dei progetti come “devono fare” le persone mature. Elisa, devi studiare e prendere dei bei voti a scuola per rendere orgogliosi i tuoi genitori che spendono dei soldi per farti studiare. Devi finire in fretta l’università uscendo con il massimo dei voti, perché è questo che tutti si aspettano da te. Devi fare dei sacrifici e andartene dalla tua città se vuoi trovare il lavoro per cui hai studiato. Devi lavorare 10 o 12 ore al giorno perché hai delle responsabilità ed è quello che la tua azienda si aspetta da te. Devi essere paziente, dolce, comprensiva, razionale e allo stesso tempo passionale, se non vuoi perdere l’uomo che ami. Devi stare attenta alla dieta e devi fare sport se vuoi mantenerti in forma. Devi cercare un appartamento da comprare se non vuoi sprecare i tuoi soldi in un affitto. Devi vestirti bene e truccarti se vuoi essere notata e piacere. DEVI.DEVI.DEVI.DEVI.
Quante fottutissime volte mi sono ripetuta questo verbo nella mia vita? Quante? Molte. Troppe. Ora basta. Ora c’è solo VOGLIO. Voglio alzarmi la mattina alle 7, infilarmi un paio di pantaloncini e una maglietta e cominciare a correre a piedi nudi sulla sabbia. Voglio avere 3 paia di jeans e 4 felpe nel mio guardaroba e nulla più. Voglio stare bene con me e con il mio corpo senza bisogno di indossare tacchi a spillo e make up. Voglio uscire di casa per andare in biblioteca a studiare e decidere che forse, una piccola sosta sotto quell’albero a dormicchiare, non sarebbe poi così male. Voglio cantare mentre lavo i piatti in un bar. VOGLIO.VOGLIO.VOGLIO.VOGLIO.
Ora sono la vera Eli, quella che in fondo qualcuno di voi (pochi) ha conosciuto e conosce, ma all’ennesima potenza!!! In Italia non ho mai avuto nessuna forza catalizzatrice. Non sono mai stata la tipa al centro dell’attenzione tra gli amici o sul lavoro. Ero sempre piuttosto sulle mie e facevo fatica a lasciarmi andare, se non con le persone a me più vicine. Qui invece mi sto lasciando andare, senza timori stupidi di fare brutte figure, di non essere all’altezza, senza preoccuparmi di cosa gli altri possono pensare di me e il risultato qual è? Che i miei coinquilini mi rendono partecipe di qualunque cosa facciano o organizzano, mi chiedono consigli su come si devono vestire o su come devono comportarsi con le ragazze, e si divertono perché riesco a dire cazzate solo con le 4 parole in croce di inglese che conosco. Al lavoro il cuoco indonesiano, al rientro dal mio giorno libero, mi dice che gli sono mancata, che è più felice quando ci sono io al lavoro e che m i vuole bene. Il mio capo (a detta dei miei colleghi) da quando sono arrivata io è cambiato dal giorno alla notte. Ora è sempre allegro e ogni giorno ci lascia scegliere una torta diversa da assaggiare. La ragazza che lavora con me, Paula, ogni volta che esce a bere qualcosa con i suoi amici mi chiama per raggiungerla. E tutto questo dovendo comunicare con una lingua che non è la mia. Basta davvero così poco per farsi voler bene e per avere degli amici….”non servono parole”.
Non voglio più sentir parlare di progetti. Voglio solo sentir parlare di Vita. Vita da sbranare a morsi. “Del doman non c’è certezza”. Non voglio più sprecare un istante. Oggi ci sono e domani potrei non esserci più.
So che la maggior parte di voi farà fatica a capirmi o forse mi potrà capire, ma sicuramente non riuscirà a sentirlo in fondo all’anima come lo sento io. So che forse qualcuno si troverà d’accordo con chi considera il mio viaggio “Un viaggio senza una meta che ti si costruisce davanti e ti si cancella dietro”.Ma vi assicuro che nulla andrà cancellato o perduto di quello che sto vivendo. Nulla.
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2 commenti:
Le nostre vite sono sempre state parallele, lo sai. Siamo legate per la vita amore mio. Non c'è nessuno che ti capisce come ti capisco io, non c'è nessuno che mi capisce come mi capisci tu. Basta un solo sguardo, come dici tu, non servono parole. Ora credo proprio ch'io mi senta come tu ti sentivi circa 4 mesi fa... Stufa marcia del lavoro, delle solite facce, della banalità delle cose e della gente che ci circonda e con la voglia di cambiare, di svoltare, basta volerlo... E tra pochi mesi affronterò ciò che tu hai già vissuto da due mesi a questa parte: le paure, le prime emozioni, la voglia di farcela da sola, l'indipendenza e la libertà. Averti come esempio: non potrei chiedere di meglio. Non dimenticherò mai i tuoi occhi prima di salire su quel fortunato aereo, e non vedo l'ora di rivederli, completamente cambiati e pieni di voglia di vivere, a San Francisco. Sei unica al mondo, noi siamo uniche al mondo. Ti amo.
Un viaggio ti si cancella dietro nel momento in cui diviene meta di ciò che era nei presupposti del viaggio stesso. Una consacrazione di un concetto che non comprende transumanza poichè se compreso non ha fine poichè non ha mai avuto inizio.
Serenamente.
Dolcemente.
Consapevolmente.
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