lunedì 30 giugno 2008

MI SONO INNAMORATA!!!!



E’ ufficiale: mi sono innamorata!!!! Non di lui, non so nemmeno chi sia, ma di ciò che lui rappresenta e di tutto ciò che lo circonda.
Ieri, 29 Giugno (l’equivalente del nostro 19 Gennaio, in termini di stagione) ho fatto il bagno nell’oceano….non mi sembra ancora possibile!!! Sono uscita di casa verso mezzogiorno per andare a correre sulla spiaggia e, poiché la giornata era veramente favolosa, sotto gli abiti da corsa mi sono messa il costume. Ho corso i miei soliti 45 minuti (8 volte la lunghezza della spiaggia), dopo di che mi sono spogliata e mi sono buttata in mare. Vi dirò che l’acqua non era per niente fredda e, una volta uscita mi sono asciugata al sole senza sentire freddo. Me l’avevano detto che l’acqua in questa stagione non è fredda perché ha incamerato tutto il caldo dell’estate, ma non credevo di riuscire a farci il bagno!!! Quest’estate lo farò tutte le volte che andrò correre…..non è una figata assoluta??



Solitamente anche il Lunedì mattina vado a correre, ma sta mattina era veramente impossibile….dopo aver dormito la notte scorsa sul pavimento non mi sembrava il caso!!! Ora vi spiego.
Ieri sera sono andata a Coogie per cenare con i soliti ragazzi (Steto, Stefano e Luca)e con Gabriel, un ragazzo brasiliano loro collega di lavoro al ristorante. Abbiamo mangiato in un ristorante brasiliano e per accompagnare la carne non ci siamo fatti mancare tre bottiglie di vino rosso. A fine cena, siamo andati al solito pub per l’amaro e la partita a stecca e senza accorgermene si sono fatte la mezzanotte. A quell’ora da Coogie non ci sono pub che tornano a Bondi Beach, o meglio, ci sono, ma praticamente sarei dovuta andare fino in città, ad Oxford Street e cambiare bus, il tutto in un’ora o anche più e sinceramente non ne avevo proprio voglia. Già altre volte mi sono fermata dai ragazzi a dormire, ma sta il volta il problema era che ieri hanno fatto trasloco quindi in casa non c’era più nulla, nemmeno un divano. Tra farmi un’ora o più in bus e dormire sul pavimento ho scelto la seconda opzione. I ragazzi mi hanno messo una coperta per terra e una sopra e ho dormito fino a sta mattina alle 8. Fortunatamente di solito dormo a pancia in giù perciò, la superficie dura sotto di me non era un problema, il problema si presentava quando nel sonno mi giravo su un fianco….oggi mi fanno male le ossa delle anche!!!Ora direi che dopo la settimana in ostello e la notte sul pavimento posso dire di aver superato qualunque prova di adattamento.
La settimana scorsa è passata senza nulla di straordinario. Sabato sera sono uscita con Sunny, Justin e due ragazze (una italiana e una tedesca). In realtà dovevamo essere solo in 4, invece poi la tipa tedesca ha portato anche la sua coinquilina e così mi sono ritrovata a fare la candela. Per fortuna, dopo un paio di drink a casa, siamo andati ad una “house party” a 10 minuti da casa mia. Ho conosciuto un sacco di gente, tra cui due ragazze italiane carinissime e Cristofer, un ragazzo cileno. La cosa bella dell’ atmosfera che c’è qui a Sydney , e specialmente a Bondi Beach, è che è praticamente impossibile andare ad una festa e non conoscere nessuno: da qualunque parte ti giri incontri lo sguardo di qualcuno che si avvicina per sapere chi sei, da dove vieni, che ci fai qui, ecc…..quasi come da noi?!?!?!?

Oggi è stata una giornata piena di belle notizie: mia sorella ha passato il colloquio al consolato per il visa di 6 mesi, ho saputo che mio cugino ad Ottobre, dopo due femmine, avrà finalmente un maschietto,e ultimo, ma non ultimo, ho avuto il mio primo aumento!!!!! Il capo ora mi paga 14$ all’ora anziché i 13$ di prima: grandioso!!!! (E pensare che Pedus ci ha messo un anno a darmi il primo aumento……..fack!!!!)

martedì 24 giugno 2008

VERY BUSY

Non vorrei essere così lenta nell’aggiornare il mio blog, ma vi assicuro che è solo un segno positivo: le mie giornate sono talmente piene (“Very busy” come dicono qui) che non trovo mai il tempo di mettermi al pc!!!! Vi riassumo un po’ le cose principali di queste due scorse settimane.
So benissimo che non deve essere un vanto, ma due Lunedì fa (il 9 Giugno) ho preso la mia prima sbronza australiana e ovviamente non poteva che essere in compagnia di…..italiani!!!! Lunedì era festa nazionale perciò non ho lavorato. Al mattino sono andata a correre, poi verso le 2 mi ha chiamato Giulio, il ragazzo di Vicenza che vive a Cooge e mi ha invitata ad andare da lui per un “barbi” (come chiamano qui il barbeque).

A tal proposito apro una parentesi per quanto riguarda il cibo australiano, o per lo meno quello di Sydney. Da quello che ho potuto constatare in questi due mesi, devo dire che gli australiani hanno uno strano rapporto con il cibo: lo amano e allo stesso tempo non lo sanno apprezzare. Ora mi spiego meglio. Parlano sempre di cibo (con me il discorso è peraltro piuttosto ovvio: “Where ‘re you from?” “Italy” “Oh!!! Wonderful place, wonderful l food, I love Italian food….” e via di questo passo ad elencare tutti i piatti della cucina italiana) però non sanno gustare il cibo e i momenti ad esso dedicati come facciamo noi. Per noi, o almeno per chi come me non considera il cibo un “nutrimento” ma un “alimento”, i momenti dedicati al pasto hanno una sorta di sacralità. Se per motivi di lavoro non riusciamo magari a dedicarvi molto tempo a pranzo, però la cena e i week end molto spesso facciamo ruotare attorno ai pasti i nostri incontri con parenti ed amici. Siamo capaci di passare ore a cucinare e altrettante ore seduti a tavola. Qui invece innanzi tutto non hanno orari per mangiare. Da quando lavoro al caffè mi è capitato di vedere gente ordinare le uova strapazzate con la pancetta alle 11 di mattina (…sarà la colazione o il pranzo?) o mangiare un piatto di riso con il pollo alle 4 di pomeriggio (…sarà pranzo o cena?...bho??). Basta girare per le vie della città per accorgersi che ci sono ristoranti (li chiamo così, ma i ristoranti come li intendiamo noi in realtà sono ben pochi, la maggior parte sono fast-food o dei buchi con 4 tavoli che fanno anche servizio take away) ogni dove e sono sempre pieni a qualunque ora del giorno e della notte. Per le strade poi incontri sempre gente che mangia qualcosa o che beve caffè o cappuccini take away. Pur amando il cibo, non lo sanno gustare. E’ raro vedere un australiano che si siede a tavola e con calma si gusta la sua cena accompagnata da un bel bicchiere di vino. Il più delle volte in settimana mangiano qualcosa fuori prima di rientrare a casa dopo il lavoro e il week end la cena è solo una parentesi tra un drink e l’altro.
C’è però un merito che va riconosciuto a questa città e cioè la possibilità di assaggiare tante cucine diverse e scoprire ogni volta sapori nuovi. Sydney è piena zeppa di asiatici e perciò si possono trovare ristoranti etnici dove si mangia lo stesso cibo che si potrebbe trovare se si fosse effettivamente in Asia. Fin ora io ho provato il cinese, il giapponese, il thailandese, l’indonesiano e il nepalese e devo dire che, per quanto insostituibili alla nostra cucina, li ho trovati veramente ottimi. L’indonesiano, in particolare, ho avuto modo di assaggiarlo uscendo a cena con i ragazzi del bar. Uno di loro è Indonesiano perciò ci ha portati in un posto che conosceva lui e ha scelto lui per noi: abbiamo mangiato da dio e speso veramente poco!!! Il modo migliore per provare una cucina diversa dalla nostra è sicuramente quello di farsi accompagnare da gente del posto che conosce ristoranti di cui nessuna guida turistica parla, ma che sono sicuramente i migliori. In questo modo si riescono a scoprire i “sapori” di una città e di una cultura.
Per quanto riguarda il giapponese qui si trovano i “sushi train” ad ogni angolo. Sono dei locali con al centro un nastro trasportatore circolare e tutto attorno gli sgabelli su cui sedersi. Sul nastro passano dei contenitori di plastica trasparente con all’interno vari tipi di sashimi e quando ti passa davanti quello di tuo gradimento lo prendi dal nastro e mangi.
Il thailandese lo mangio spesso quando sono fuori casa, è veramente buono e soprattutto economico (con 7/8 dollari puoi avere un piatto di riso o noodles con carne e verdure).
Il nepalese invece l’ho provato la settimana scorsa quando sono uscita a cena con Morten, un ragazzo mezzo Norvegese e mezzo Tedesco che ho conosciuto tramite amici comuni. I piatti che abbiamo scelto non mi hanno entusiasmato particolarmente, perciò mi sa che non ci tornerò un’altra volta a meno che non conosca un nepalese che mi accompagni e mi consigli.

Tornando comunque al mio barbeque, sono arrivata a Cooge verso le 4p.m. e a casa c’erano Giulio, Steto (il ragazzo di Rimini con cui avevo giocato a stecca un mesetto fa…ricordate?) e Nico, un ragazzo romagnolo che vive e lavora come pizzaiolo a Cronulla, una cittadina a sud di Sydney. Io avevo portato delle birre, perciò abbiamo iniziato con quelle mentre guardavamo un film in TV. Verso le 6 Steto ha proposto un aperitivo e una partita a stecca al Cooge Bay Hotel, un pub nelle vicinanze…..why not? Usciti di casa siamo saliti sul “mezzo” di Nico: uno di quei pulmini della Wolkswagen stile “figli dei fiori” (non so se ho reso l’idea). A stecca purtroppo non ho fatto furore come la prima volta (la fortuna dei principianti!!!!): forse perché sorseggiavo un campari col bianco mentre tiravo??. Nel frattempo ci ha raggiunto Ale, un altro ragazzo che però non ricordo di dove fosse perché poi dopo quella sera non ho più rivisto.


Tornati a casa, mentre aspettavamo che la carbonella fosse pronta, abbiamo fatto torneo di calcetto bevendo altre birre (come al solito mi sono ritrovata in una compagnia di soli uomini e mi sono sentita perfettamente a mio agio!!!!). La serata è andata avanti con la cena a base di bistecche e salsicce, accompagnata da vino rosso, il dopo cena al pub e nuovamente a casa per un altro torneo di calcetto con altri due ragazzi che nel frattempo ci avevano raggiunto



L’obiettivo doveva essere aspettare la partita dell’Italia alle 4.45, ma alle 3 io ho mollato il colpo e, visto che c’era una stanza libera, me ne sono andata a letto. Steto ha provato a svegliarmi alle 4.45, ma credo di non avergli nemmeno risposto. Da allora comunque ogni volta che giocava l’Italia sono andata da loro a cena e, senza ingurgitare troppo alcool, sono riuscita a vedere le partite. Ora comunque la scusa della partita non c’è più e tra l’altro Giulio parte domani per un viaggio di due mesi in Australia, perciò non so se ci saranno altre occasioni per fare serate…..vedremo!!
Oltre alle serate a Cooge, la settimana scorsa sono uscita a cena con i miei coinquilini per salutare Francesca, la coinquilina di Rimini che l’altroieri è partita per tornare in Italia. Ora Sunny e Justin stanno cercando una nuova coinquilina….speriamo in bene!!!!
Sabato scorso sono uscita a cena con Ciriaco (che è tornato per tre giorni a Sydney prima di ripartire definitivamente per l’Italia) e con i miei due “studenti” Aaron e Jusmine. Siamo andati al 21 (il ristorante in The Rocks con la pizza più buona di Sydney) ed è stata davvero una serata piacevole.



Domenica mattina invece il mio capo mi è passata a prendere e mi ha accompagnata ad Haberfield, la “little Italy” di Sydney. E’ stato come portare un bambino in un negozio di giocattoli: sono entrata in tutte le gastronomie e le pasticcerie che vedevo e ho fatto manbassa di bresaola, prosciutto cotto, prosciutto crudo, pecorino, millefoglie e cannoli alla ricotta……vi lascio immaginare l’orgasmo organolettico della mia cena di Domenica sera!!!!!
Mi spiace di non avervi descritto nei dettagli tutte le cose che ho fatto e visto in queste due settimane, ma mi riprometto di essere un po’ più assidua nei prossimi giorni per regalarvi qualche dettaglio in più.

Un bacio a tutti!!!!

domenica 8 giugno 2008

I DON'T SPEAK ENGLISH

Qui sono le 23 di Domenica 8 Giugno. Domani è festa nazionale, è il compleanno della regina, perciò niente lavoro. Ho appena finito di vedere un film in compagnia di Justin. Era un film scaricato da internet, perciò senza sottotitoli. Credo di aver capito ilo 30% delle frasi, ma il senso generale del film l’ho capito e Justin ogni tanto stoppava il film per spiegarmi qualche passaggio.
Con sto inglese non ci siamo mica!!! Non è per giustificarmi, ma credo che se fossi andata in Inghilterra a quest’ora capirei il doppio delle cose che capisco ora. Gli australiani parlano un inglese terribile, si mangiano le parole, tendono ad abbreviare tutte le frasi e perciò faccio molta fatica a capire soprattutto i tempi dei verbi che stanno usando: quando dicono “I’ll” invece che “I will” la doppia elle quasi non si sente, o quando dicono “He’s gonna…” anziché “he has going to…”, e così via. Spero che sia vero quello che dicono tutti, e cioè che è solo questione di farci l’orecchio, di avere una predisposizione per la musicalità della lingua….speriamo sia vero!!! Da quando sono arrivata qui sicuramente la mia comprensione dell’inglese è migliorata, ma se il ritmo di apprendimento si mantiene costante col cavolo che lo imparo in un anno!!! Mi auguro sia un processo decrescente e quindi di avere un picco di miglioramento tra qualche mese. Comunque io ce la sto mettendo tutta. Sto cercando di crearmi attorno più situazioni possibili che mi diano la possibilità di stare a contatto con l’inglese.
Per cominciare, non ricordo se ve ne avevo parlato, sto incontrando una volta a settimana un paio di persone che vogliono imparare l’italiano e che sono disposte ad insegnarmi l’inglese. Ci troviamo in un caffè e parliamo metà del tempo in italiano e metà in inglese.
Oggi ho incontrato Jasmine, una ragazza australiana di 30 anni, il cui padre è italiano, ma che, per favorire l’integrazione della sua famiglia, non ha mai voluto che i figli imparassero l’italiano. Lei però, un po’ per ribellione e un po’ perché si sente in qualche modo legata all’Italia, ha voluto impararlo da sola. E’ stata quattro volte in Italia, una delle quali per un periodo di sei mesi, e direi che lo parla decisamente bene.
L’altra persona che ho incontrato Mercoledì scorso è Aaron, un ragazzo di 33 anni. Aaron invece non ha nessun discendente italiano, ma ha una passione per l’Italia e per la lingua italiana. Quando viveva a Melbourne ha frequentato la scuola italiana, ora studia da solo leggendo libri e guardando la tv italiana sul web. E’ appassionato di politica italiana e ne sa sicuramente più di me al riguardo. Anche lui come Jusmine parla molto bene, capisce tutto quello che dico ed ha un’ottima memoria per i nuovi vocaboli.
Sono stati entrambi incontri molto utili, ma anche molto piacevoli. Ho avuto la fortuna di beccare due persone estremamente interessanti e intelligenti.
Oltre a questi “scambi”, cerco di occupare il poco tempo libero che ho studiando grammatica, guardando un po’ di tv e ascoltando dei dialoghi in inglese che ho scaricato su I-tunes. Inoltre, come vi dicevo, cerco di crearmi le situazioni che mi permettono di stare a contatto con inglesi. Venerdì per esempio sono uscita a bere qualcosa con il mio capo e due suoi amici. Sapevo fin da principio che mi sarei rotta le palle (come in effetti è stato) perché come vi ho già detto, il Venerdì sera è la serata peggiore per dialogare con un australiano con tutto l’alcool che hanno in corpo, però il life motiv di questi primi mesi deve essere quello di non farsi sfuggire nessuna occasione di stare in mezzo ad inglesi e quindi bisogna “prendere tutto quello che viene”. Oltre che pallosa è stata pure piuttosto frustrante perché vi confesso che non capivo NIENTE, nemmeno una parola di quello che dicevano....che tristezza .

LA MIA PRIMA CORSA SULLA SPIAGGIA
Questa mattina mi sono svegliata verso le 10 e finalmente dopo 5 giorni di pioggia dalla finestra ho visto entrare il primo raggio di sole. Mi sono alzata, ho mangiato una banana, bevuto un tè caldo e sono uscita per andare a correre. Era la prima volta in vita mia che correvo sulla spiaggia e credo sia stata anche la prima volta che ho corso per il puro piacere di correre, senza pensare che stavo correndo per mantenermi in forma o per bruciare calorie, ma solo per il puro piacere di farlo. Il sole era timido, l’oceano era agitato come sempre, la spiaggia era semi deserta, solo qualche surfista, alcuni turisti, uno stormo di gabbiani adagiato sulla spiaggia e qualche altro corridore. Sono rimasta ferma immobile a guardare l’oceano per cinque minuti, a respirarne l’odore e a riempirmi gli occhi di tanta bellezza e immensità: ancora non mi rendo conto di stare in posto del genere, mi ritrovo a stupirmi ogni volta e spero di non abituarmici mai. Arrivata a riva mi sono tolta le scarpe e ho cominciato a correre sulla battigia. Non so veramente che parole usare per descrivere il piacere che provavo ogni volta che i miei piedi venivano a contatto con la sabbia umida, fresca e compatta, ogni volta che le onde arrivavano a bagnare i miei piedi: credo sia stata una delle sensazioni più belle che abbia mai provato in vita mia. Non serviva nemmeno l’i-pod per farmi compagnia: sarebbe stato un delitto coprire il rumore delle onde con la musica nelle orecchie.
Mentre correvo uno dei tanti pensieri che mi è passato per la testa è stato che a scuola invece di sprecare tempo a insegnare cose a volte inutili si dovrebbe trasmettere l’amore per il viaggio, si dovrebbe insegnare ai bambini che la cultura non sta solo sui libri, ma sta nel mondo, sta nelle persone che puoi incontrare, nei posti nuovi che puoi visitare, nelle sensazioni, nei profumi, nei colori, nei sapori….il viaggio ti può arricchire più di mille ore spese sui libri. Questo va insegnato ai bambini, a vivere nel mondo, non in una città o in paese!!! Se mai un giorno avrò la fortuna di avere un figlio, questa sarà una delle cose che vorrò trasmettergli: voglio che si riempia l’anima di tutto ciò che di bello il mondo gli può dare, voglio che impari tutte le lingue del mondo, che abbia amici di ogni razza ed etnia, che abbia le sue idee ma che sappia rispettare anche quelle degli altri, voglio che non sprechi nemmeno un istante della sua vita e che respiri a pieni polmoni tutto il sapore della vita.

martedì 3 giugno 2008

CASA NUOVA VITA NUOVA

Ciao a tutti, tanto per cominciare vi faccio vedere qualche scorcio di Bondi Beach, la zona dove vivo da ieri......mica male eh?!?!?!
Come per tutti gli altri cambi di alloggio che ho dovuto fare fino ad ora, anche questo l'ho fatto con un pizzico di tristezza e di malinconia. Dopo la prima settimana di assestamento, incominciavo a trovarmi bene in quella casa.
Inoltre la mia malinconia era legata anche alla partenza di Ciriaco. Ieri infatti è stato anche il suo ultimo giorno, non solo in quella casa, ma a Sydney. Quanto ci si trova a condividere esperienze forti come queste, credo che tra le persone scatti una forma di legame molto particolare ed intenso (vi prego passatemi il paragone, ma credo si possa paragonare ai legami che si creano dentro la casa del Grande Fratello….non so se ho reso l’idea), un tipo di legame che probabilmente in un contesto di vita routinaria non si sarebbe mai legato. Tra me e lui si era creato proprio questo tipo di legame. Abbiamo cominciato col prenderci per il culo a vicenda: lui mi sfotteva per il mio accento da fighetta Milanese, io per la sua appartenenza ad una razza “inferiore” (scherzando ovviamente) quale è quella Sarda.
Comunque, guardando il lato positivo, la tua partenza è un bene, così finalmente la smetto di parlare italiano e mi concentro solo sull’inglese. D’ora in poi in teoria, salvo incontri non previsti, non dovrei più avere molte occasioni per parlare italiano: al lavoro nessuno parla italiano (a parte il cuoco filippino che mi diverto ad insegnargli le parolacce in italiano…mi fa spaccare!!!!) e a casa la tipa italiana se ne va tra due settimane.
Per migliorare il mio inglese mi sono decisa a comprarmi un libro di grammatica e mettermi a studiare “by myself”, quindi la sera o nei ritagli di tempo cerco di studiare un po’. Inoltre da Giovedì comincio una serie di incontri con persone che vogliono imparare l’italiano e che sono disposte ad insegnarmi l’inglese: ci incontriamo in qualche caffè e parliamo un ora in italiano e un ora in inglese. Conoscendo il mio inglese e di contro la capacità di apprendimento degli anglosassoni, lo so già che mi faranno sentire una merda. Fino ad ora ho tre persone interessate a questo scambio, e credo che non me cercherò altre perché non so veramente dove trovare il tempo.
Tornando al discorso casa, da ieri quindi sono al 113 di Curlewis St in Bondi Beach (per chi volesse vedere la mia casetta su Google Earth). La casa credo di avervela già descritta perciò passo ai “flatmates” (i coinquilini). Le due ragazze che dividono la camera con me sono Francesca di Rimini (quella che partirà fra due settimane) una tipa molto “fashion”(….a buon intenditor poche parole) e Lisa, una ragazza francese che farà qui ancora un paio di mesi e poi parte pure lei. I ragazzi co-proprietari della casa sono Justin, 29 anni, Australiano e Sunny, mio coetaneo, anche lui Australiano ma figlio di indiani e perciò con i lineamenti tipici. Lisa mi sembra una ragazza molto cortese, ma anche molto riservata, di poche parole. I due ragazzi invece sono tipi tranquilli (almeno all’apparenza) ma molto friendly. L’impatto della prima sera quindi è stato decisamente positivo.
Ma voi l’avreste mai detto che una nata a Crodo, in via Lama, che fino a qualche mese fa parlava solo italiano e dialetto si sarebbe trovata a vivere a Sydney insieme a una francese, un australiano e un indiano??? Io no. E ogni volta che ci penso mi trovo a stupirmi di quanto la vita possa essere strana e meravigliosa. Di come ci voglia veramente poco a dare una svolta alla propria vita….se lo si vuole. Un anno fa come ora mi stavo rovinando l’esistenza per colpa del lavoro e di un uomo e ora, invece, sono qui felice e serena come forse non mai: felice di potermi alzare la mattina e dire “Goodmorning”, felice di poter respirare l’odore dell’oceano, felice di non avere più problemi di lavoro, felice di non sentire più il telefono squillare, felice di essere veramente libera….forse per la prima volta.
Per non parlare poi degli incontri!!!! Come si può passare una vita circondati sempre dalle stesse facce? Non lo capivo quando stavo in Italia e ora lo non lo capisco ancora di più. Sono in Australia e conosco un ragazzo di Olbia, che se fossi rimasta in Italia, probabilmente non avrei mai conosciuto, chiacchiero con la mia padrona di casa che è nata a New York e ora vive a Melbourne, mi trovo sul divano a guardare la tele con Justin e Sunny….potrei andare avanti per pagine ad elencare tutte le persone che hanno attraversato la mia vita in questo mese e che mai avrei incontrato se me ne fossi rimasta ad Arona a mangiarmi il fegato per quel c…o di lavoro!!! Non potete nemmeno immaginare quante volte da quanto sono qui mi sono detta “Ma perché cavolo non l’ho fatto prima!!!!!”. Anche se so di essere un po’ “attempata” per questo tipo di esperienza sono troppo felice di averla fatta (e per questo devo ringraziare la mia sorellina…lei sa perché). Probabilmente un’esperienza simile fatta a 20 anni avrebbe potuto segnare una svolta anche nelle scelte degli studi universitari e del lavoro. Ma in fin dai conti in Italia non ho nessun impegno, perciò quando tornerò (se tornerò…..scherzo!!!) avrò ancora in mano la libertà di scegliere.
Ripensando alle miei origini, alla mia educazione, alla famiglia in cui sono cresciuta (i miei genitori hanno lavorato tutta la vita, non sono mai usciti dall’Italia, non hanno mai preso un aereo in vita loro)e alle mie precedenti esperienze, permettetemi di tirarmela un po’ e di dirmi da sola che sono veramente una grande!!!......i vaffan.. sono ammessi!!!!!
Ora qui a casa ho internet free perciò se qualcuno di voi volesse chattare o chiacchierare con Skype o MSN basta che mi manda un sms e ci si può beccare. I miei contatti sono bioeli@hotmail.it per MSN e bioeli80 per Skype.

P.S. L’altroieri è cominciato l’inverno: questa mattina sono andata al lavoro in infradito e maglietta……ma chi ci torna in Italia!!!!!

lunedì 26 maggio 2008

A.A.A. CERCASI ALLOGGIO


Questa settimana è passata talmente in fretta che vi giuro, non ho avuto il tempo di fermarmi un’oretta ad aggiornare il blog. Ho lavorato tutta la settimana, da Lunedì a Venerdì, dalle 10.30 di mattina alle 6 di pomeriggio….ottimo per il mio portafoglio, ma faticoso!! Un lavoro del genere in Italia sarebbe una passeggiata, ma qui la fatica è doppia perché a quella fisica va aggiunta quella mentale. Infatti per le 7-8 ore di lavoro devo stare con le orecchie tese e la concentrazione sempre a mille per capire quello che la gente mi dice. Vi assicuro che a fine giornata la stanchezza si fa sentire perché è un po’ come lavorare e andare a lezione contemporaneamente. Giovedì per la prima volta sono stata praticamente tutto il tempo in sala e non al lavaggio stoviglie, come i giorni precedenti. Non prendevo le ordinazioni del cibo, solo quelle delle bevande, però è normale che, quando giri per i tavoli, se i clienti hanno bisogno di qualcosa ti fermino e ti parlino….panico!!! Il più delle volte capivo quello che mi chiedevano e io mi limitavo a ripetere per essere sicura di aver capito giusto, quando proprio non riuscivo a capire facevo la faccia di culo e gli dicevo: “Scusate, ma potreste ripetere più lentamente, sono italiana e non capisco bene”.
Il lavoro quindi tutto sommato va bene. Le ragazze che lavorano con me sono tutte carinissime, ho solo qualche problema a sopportare il tipo del bangladesh che fa i caffè. Vi avevo già detto che ha un problema al setto nasale e che quindi non parla proprio bene, in più si ostina a parlarmi velocemente. Io all’inizio glielo dicevo con calma e sorridendo di parlare più lentamente…ma niente. Poi ho cominciato a diglielo con un tono un po’ più scocciato…..ma niente. Alla fine l’altro giorno mi sono girate le palle e gli ho detto: “Senti, tu parlami pure, ma sappi che io non ti rispondo perché non capisco niente di quello che dici”….troppo????
Comunque, a parte questo, direi che va bene. Sicuramente non starò lì ancora per molto, perché comunque dopo un po’ le frasi che si dicono in un bar sono sempre le stesse, perciò quando mi accorgerò di capire il 90% di quello che mi dicono mi cercherò qualcos’altro.
Come vi dicevo, sta settimana ho lavorato tutti i giorni e le serate le ho passate un po’ su internet e un po’ in giro a vedere appartamenti. Lunedì sera sono andata a Bondi Beach a vedere una stanza, ma vi assicuro che a confronto l’ostello a Kings Cross era cento volte meglio!!!! Martedì sera invece non avevo nessun appuntamento perciò con Ciriaco abbiamo fatto una cena in casa a cui ha partecipato anche la nuova coinquilina,Kate, una ragazzina di 17 anni, che fa la modella ed è arrivata Domenica. Abbiamo fatto due paste, una con pesto e pomodorini e una panna e salmone, e come dessert la Viennetta. La serata è uscita decisamente bene.
Giovedì sera sono andata a vedere altri tre appartamenti: due a Bondi Beach e uno qui, a Bondi Jnct. Il primo non era male, piccolino, due stanze con due letti ciascuna, in cui al momento ci stanno una ragazza tedesca e una cinese o coreana o vietnamita…che ne so, sono tutti uguali ‘sti orientali!!! Poi da lì ho fatto una ventina di minuti a piedi e sono andata a vedere l’altro. L’accoglienza è stata decisamente diversa rispetto a quella precedente. Mi ha aperto la porta un ragazzo russo che, tanto per cominciare, mi ha salutato con la stretta di mano e il bacio sulla guancia. Poi mi ha presentato il coinquilino, un tipo brasiliano, che mi ha chiesto il nome e subito mi ha domandato se mi andava del gelato che in quel momento si stava preparando per lui. Dopo un breve giro della casa (oscena!!!!!), mi hanno fatto accomodare in salotto e mi hanno offerto da bere, abbiamo chiacchierato un po’ e mi sono sentita subito perfettamente a mio agio. Se avessi dovuto fare una scelta “epidermica” mi sarei sicuramente trasferita lì, ma questo avrebbe significato divedere la casa con tre ragazzi e una ragazza, un solo bagno e la moquette per terra, cioè avrebbe significato dimenticarmi di qualunque forma di igiene. La terza stanza che ho visto era decisamente bella: stanza singola, in una zona molto bella e un solo coinquilino, un ragazzo spagnolo. Purtroppo però chiedevano troppo e così ho dovuto scartarla fin dall’inizio.
Alla fine del mio giro quindi non ero soddisfatta di nessuna delle stanze che avevo visto. Però parlando con Justin (il ragazzo che mi aveva mostrato la prima delle tre stanze), mi aveva accennato che se ero interessata lui aveva un’altra casa, sempre a Bondi Beach, ma un po’ più cara. Così ripensando alla sua proposta gli ho mandato un sms e gli ho chiesto se potevo andarla a vedere. Ok: Sabato a mezzogiorno appuntamento a Bondi Beach……..speriamo sia la volta buona!!!!


LADIES AND GENTLEMEN: HO UNA CASA SULL’ OCEANO!!!!
Il week end è passato decisamente alla grande!!! Venerdì sera sono uscita con Ciriaco, Andrea e quei loro amici australiani. Siamo andati a cena in un locale con cucina bavarese e poi da lì siamo andati in un locale spettacolare!!! In centro città, al 47° piano di un grattacielo dalla forma cilindrica, c’è un ristorante/bar che nell’arco di un’ora e tre quarti fa un giro completo di 360° mostrandoti l’intera città dall’alto. Uno spettacolo da togliere il fiato!!! Credo avrei potuto rimanere lì per un giorno intero a guardare quella meraviglia di luci, grattacieli, baie, porti, insenature. La cosa pazzesca è che mi sono potuta riempire gli occhi e il cuore di tanta bellezza pagando 3.50$, il prezzo di una Coca-Cola: in Italia, in un posto così, come minimo 10 Euro per un caffè!!! Abbiamo aspettato che il locale facesse il giro completo dopo di che siamo scesi e una volta fuori la magia della città dall’alto si è trasformata nella solita realtà del Venerdì sera: gente ubriaca per le strade e di nuovo un tipo a terra con la faccia e i vestiti sporchi di sangue. Sarò noiosa, ripetitiva e moralista, ma veramente io non riesco capire come facciano a ridursi così tutti i week end.
Sabato a mezzogiorno sono andata a vedere la casa e a mezzogiorno e mezza ho chiamato Justin per dirgli che la prendevo. La casa sta a 5 minuti dalla spiaggia, e già questa è una figata assoluta!!!C’è una camera con tre letti che dividerò con una ragazza Francese e una italiana, un bagno per le ragazze, due camere singole in cui stanno Justin e l’altro coinquilino Sonny, un bagno per i ragazzi, una sala con divani, poltrone, caminetto e mega televisore Home Theatre, cucina grandissima, giardino con BB, lavatrice e Wi-Fi il tutto per 160$ a settimana. Non è economica, ma tra tutte quelle che ho visto fin ora sicuramente la migliore nel rapporto qualità/prezzo. E poi, voglio dire: ma quando cazzo mi ricapita l’occasione di dire “Vivo a 5 minuti dall’oceano!!!!”.
Ora purtroppo non la sfrutterò molto, ma a Settembre, quando arriverà la primavera, io lo so già che quella casa sarà la mia rovina. So già che mi innamorerò di quella spiaggia, del profumo del mare, del rumore delle onde, delle albe e dei tramonti…..e so già che piangerò quando dovrò tornare in Italia. Inoltre, per sentito dire da chi ha già passato un’estate a Bondi Beach, nell’aria c’è una strana atmosfera, la gente vive senza pensieri, senza problemi, tutto è “easy”. Vi dirò che non stento a crederci perché già sabato (quindi ormai in autunno avanzato) nelle strade ho incontrato il tipico abitante di Bondi Beach: tavola sotto braccio, muta aperta, dorso nudo e scalzo (ma scalzo non sulla spiaggia, per le strade, sui marciapiedi!!!). Ah, a proposito, altra cosa che non riuscirò mai a capire: si può sapere come è possibile che io avessi due maglie addosso e c’era invece gente in canottiera, dorso nudo o addirittura che faceva il bagno?!?!?!? Come cazzo fanno?!?!??!?!
Mi lascia un po’ perplessa solo il fatto di dover dividere la camera da letto con altri. E’ dai tempi dell’università che non lo faccio e dopo 5 anni di vita in casa da sola temo avrò qualche difficoltà ad adattarmi, ma la mia è stata una scelta consapevole. All’inizio ho cercato una sistemazione in una casa con stanza singola, poi però, a parte il prezzo elevato, ho fatto un altro tipo di ragionamento. La stanza singola è sicuramente bella per un discorso di privacy, ma può diventare una sorta di tana in cui rinchiudersi. Io invece, ora come ora, ho bisogno di sbloccarmi, di stare il più possibile in mezzo a gente per parlare, conoscere, farmi un gruppetto di amici, perciò forse il non avere un posto tutto per me per “nascondermi” può essere un aiuto importante.
Ieri sera invece per festeggiare il mio compleanno sono andata con Ciriaco a mangiare una pizza al nostro ristorante preferito “Ventuno” e poi a bere qualcosa in un paio di pub. Anche se era il mio compleanno, pensavo al 25 Maggio come al “mesiversario” del mio arrivo qui a Sydney. E’ passato un mese senza che me sia accorta e ho una gran paura che anche i prossimi passeranno altrettanto velocemente. Qui sto davvero bene. Mi sento a mio agio, quasi a casa. Cammino per le strade e mi sembrano strade che ho sempre percorso. Vivo come avrei sempre sognato di vivere: lavoro 4 o 5 giorni a settimana, nessuno stress, nessun incubo notturno legato al lavoro, tanto tempo libero per me….ma quando mi capiterà di nuovo di poter vivere così? Mi sto godendo fino al midollo queste giornate, questo stile di vita, questo leggerezza dell’anima. Come oggi per esempio: mi sono svegliata all’una del pomeriggio, colazione veloce, in città con Ciriaco al festival Italiano, poi in un bar sulla spiaggia a bere una birra, messaggio del mio capo che mi dice che la prossima settimana lavorerò Lunedì, Martedì, Mercoledì e Venerdì dalle 11 alle 18, telefonata di Giulio che mi dice di tenermi libera per Mercoledì sera che si esce e per Domenica perché c’è una festa a casa sua, Ciriaco che mi dice di non prendere impegni per Sabato prossimo perché abbiamo una cena…..cosa posso volere di più dalla vita? Nulla. E’ tutto perfetto. Come lo immaginavo….forse anche meglio.
Spero di essere riuscita a farvi schiattare un po’ dall’invidia…….scherzo!!!

domenica 18 maggio 2008

LA GENTE DELLA NOTTE (17 Maggio 2008)

Ieri ho fatto il mio primo Sabato sera a Sydney ed è stato veramente uno spasso!!!! Né io né Ciriaco avevamo programmi per la serata così abbiamo deciso di andare in città a mangiare qualcosa e poi da lì girare un po’ per locali. Abbiamo preso il bus, che ferma a due minuti da casa nostra, e siamo scesi a Taylor Square, alla fine di Oxford Street.
Forse per chi di voi vive in città può sembrare normale, ma per me, abituata a dover prendere la macchina per qualunque spostamento, non potete nemmeno immaginare come apprezzo l’efficienza dei mezzi pubblici qui a Sydney: non doversi preoccupare del parcheggio, di far benzina (grandissimo risparmio!!!), poter bere senza problemi di etilometro….fantastico!!!! Se vivessi qui a Sydney credo proprio che l’auto non me la comprerei proprio. Ogni punto della città è raggiungibile con metro o bus, sono frequentissimi ed efficienti e, di conseguenza, non proprio economici, ma sicuramente più economici che un’auto.
Quindi, una volta scesi dal bus abbiamo fatto un giretto per decidere dove andare a mangiare. Alla fine abbiamo optato per un ristorante con cucina spagnola. La scelta è stata ottima per il palato, ma non tanto per le tasche. Abbiamo preso due tacos come antipasto e poi delle patate con una salsa piccante e del chiurizo (non so se si scrive così, ma se qualcuno di voi conosce la cucina spagnola sa di cosa sto parlando) il tutto annaffiato con un litro di sangria. Purtroppo le porzioni non erano nemmeno troppo abbondanti e per me, che nel pomeriggio ero andata a correre, è stata un’amara sorpresa. Comunque ci siamo fatti portare del pane e abbiamo cercato di saziarci con quello. A fine cena Ciriaco ha esordito dicendomi: “Bene, adesso che sai che c’è questo posto se ti capita di passarci davanti accelera e tira dritto!!!”
Dal ristorante ci siamo diretti verso la zona di the Rocks passando per Oxford St. Oxford St è rinomata per essere la via dei gay e dei locali per gay e infatti anche se erano solo le 10 di sera sembrava di essere al gay pride. In duecento metri di strada ho incrociato trans, drag queens, lesbiche e uomini inequivocabilmente dell’altra sponda: mi sono spaccata dal ridere!!!!!! Superata Oxford Street ci si ritrova nuovamente in mezzo a gente “normale”: è pazzesco come delle vie o delle aree urbane possano delimitare delle realtà così diverse. Ciriaco era curioso di andare in un locale a George St chiamato “Three monkies”. A rievocazione del nome, sopra la porta d’ingresso ci sono le statue delle tre scimmiette: non vedo, non sento e non parlo. Se Oxford St è la via dei gay, George St è quella dei truzzi. Per la via era pieno di macchine truccate che facevano un rumore infernale, con a bordo altrettanti truzzi con catenazze al collo, musica a palla e finestrini abbassati. Per lo più, si trattava comunque di gente latina (colombiani, brasiliani,ecc.), non di australiani. Il locale non era niente di che: su tre piani,con bar al primo e secondo e con un gruppo che suonava musica punk al terzo. Ci siamo presi una birra e saremo stati lì un’oretta.
Usciti da lì ci siamo fatti ancora una ventina di minuti a piedi per andare in un locale alla fine di George St per il quale io avevo dei free drink. In quei venti minuti sotto i miei occhi è apparsa una Sydney che mai di giorno avrei potuto immaginare esistere.
Di giorno Sydney sembra la “città ideale”, la città perfetta in cui tutti sognano di vivere: tutti camminano per la strada con il sorriso stampato in faccia nei loro abiti su misura, con le loro scarpe lucide, con il trucco e l’acconciatura perfetta; alle 12 i parchi cittadini si riempiono di impiegati che trascorrono all’aria aperta la loro pausa pranzo mangiando qualcosa take away o facendo jogging; per terra non si vedono cartacce o mozziconi di sigarette; ogni azione è accompagnata da mille “sorry” o “thank you” quasi nauseante dopo un po’; le famiglie sembrano uscite direttamente da una pubblicità del mulino bianco tutti belli, atletici e felici. Tutto così perfetto da fare quasi paura!!! Abituata al macello della nostra realtà italiana, più di una volta mi sono ritrovata a pensare: “Ma è un film? Dove sono le telecamere?” e molto spesso mi sono chiesta se queste persone sono consapevoli di vivere in una realtà tutta loro, in una sorta di isola felice completamente diversa dal resto del mondo. Il passaggio che ancora non ho colto, l’anello mancante, è capire se queste persone sono così perché veramente qui il sistema funziona bene e tutto è più facile che da noi, o se al contrario è la gente ad essere più positiva, a prendere la vita con più leggerezza, senza farsi troppi problemi o troppe menate e quindi di conseguenza rendere tutto più semplice.
Comunque tornando a ieri sera, quest’isola felice il Venerdì e soprattutto il Sabato sera si trasforma. La gente alle 17 del Venerdì esce dagli uffici, scende nei pub e comincia a bere fino alla fine del week and. Le strade ieri sera erano piene di gente ubriaca, volanti della polizia dappertutto (soprattutto quelle nere che ho scoperto essere dei poliziotti “picchiatori” che vanno in giro a sedare le risse), sul marciapiedi c’era un tipo a terra con la faccia piena di sangue e poco più avanti un altro, anch’esso sporco di sangue, che urlava e imprecava, le ragazze camminavano scalze perché non ce la facevano a stare in equilibrio sui tacchi e avevano talmente tanto alcool in corpo che, mentre io avevo indosso una maglia e una giacca, loro erano in giro con top o vestitini estivi. E’ stata veramente una triste scoperta per me, la scoperta di una felicità che forse è veramente solo apparente, che nasconde un disagio di fondo che nascondono bene per tutta la settimana ma che poi il week and riversano nell’alcool.
Il locale di cui avevo i free drink era una sorta di disco pub. La musica era così terribile che nemmeno al Troca hanno mai osato metterla: la canzone più recente che il dj ha messo era del 2004, il resto era tutta anni 80 della peggior specie. La clientela era un mix tra Tam Tam e Battello…..faceva spaccare dal ridere da quanto era brutta!!!La gente però ballava, cantava e si divertiva e la loro euforia ci ha contagiati, così ci siamo messi anche noi a ballare. Nell’assurdo del contesto sono anche riuscita a fare la mia prima conquista!!! Che ridere!!! Un tipo inglese di 39 anni (niente di che, ovviamente), però simpatico quanto bastava per fare due parole in inglese e ballare un po’.
Oggi invece ho passato la domenica a girare per i parchi qui vicino e a farmi contagiare dalla solarità della gente: gente che giocava a calcio, a tennis, a golf, che andava a cavallo, che correva, che andava in bici, in roller o in richò, che faceva barbeque, che faceva volare aquiloni o che faceva scorrazzare il cane. La giornata oggi non era una delle più calde (13° gradi con un venticello che pizzicava),ma ciò nonostante la gente era tutta fuori all’aria aperta. Ci sono momenti, come oggi, dove anche se sono lontana da casa e da tutti i miei affetti, non posso fare a meno di avere il cuore colmo di gioia nel vedere attorno a me tutta questa voglia di vivere. E sono proprio queste sensazioni che mi danno la convinzione che posso farcela, che posso superare alla grande questo periodo di “adattamento” e riuscire un poco alla volta a trovare una mia serenità e riuscire a sentirmi a casa anche qui.

mercoledì 14 maggio 2008

ONLY ENGLISH TONIGHT (9 Maggio 2008)

Oggi, mentre uscivo di casa per andare al parco qui vicino per leggere un libro, ho incrociato Ciriaco, il mio coinquilino. Chiacchierando del più e del meno mi ha chiesto se questa sera mi andava di andare con lui e dei suoi amici in città a mangiare qualcosa. Da subito ha messo in chiaro una cosa: “Non si parla italiano, solo inglese!” . L’idea di passare una serata interamente a parlare inglese, e soprattutto a cercare di capire quello che gli altri avrebbero cercato di dirmi, un po’ mi preoccupava. Poi però mi son detta: “Son venuta fin qui per imparare l’inglese?...e allora impariamolo”.
Alle 6 siamo andati in città, a Martin Place, in un pub molto carino, con un giardino interno e frequentato per lo più da gente adulta, da colletti bianchi post ufficio per capirci. Qui ho conosciuto tutti gli amici di Ciriaco: Andrea, sardo come Ciriaco ma che vive qui da 5 anni perciò mi parlava in inglese, la sua ragazza americana, Martin, un ragazzo Norvegese, e poi una coppia, di cui non ricordo i nomi, lui filippino e lei lituana. Inaspettatamente mi sono sentita più a mio agio in mezzo a questa gente che in molte altre situazioni di nuovi incontri in Italia. Erano tutte persone veramente adorabili. Mi parlavano lentamente per cercare di farmi capire e mi facevano domande per coinvolgermi: non mi hanno mai fatto sentire esclusa dai discorsi, anche se non capivo tutto quello che dicevano.
Dopo un paio di birre, abbiamo deciso di andare a mangiare qualcosa. Ciriaco ha proposto una pizzeria dove a suo giudizio si mangia la pizza più buona di Sydney. Dopo un veloce sondaggio, di tutta la compagnia, ci siamo ritrovati solo noi due e la coppia filippino/lituana a voler andare a cena. Ci siamo incamminati verso The Rocks, il quartiere più vecchio di Sydney. Arrivati al ristorante ho visto subito che si trattava di un posto di lusso: affacciato direttamente sull’oceano, tovaglie bianche, luci soffuse e candele accese. Appena ho visto l’insegna (“Ristorante Pizzeria Ventuno”)ho capito che si trattava di un ristorante a gestione italiana e all’interno ne ho avuto conferma: il personale era tutto italiano dal proprietario, ai camerieri, al cuoco, al pizzaiolo. La gestione mi ha rincuorato sulla possibilità che la pizza fosse davvero buona come diceva Ciriaco, quando ho visto il forno a legna le certezze sono aumentate e quando poi ho messo in bocca la prima fetta di una pizza pomodoro, mozzarella, gorgonzola e crudo credo di aver avuto il primo orgasmo organolettico da quando sono arrivata qui. Vi giuro che era più buona di molte pizze che ho mangiato in Italia!!!! Per chiudere in bellezza ho mangiato poi qualche cucchiaio del tiramisù che aveva preso Ciriaco….orgasmo multiplo!!!!Ovviamente gli ingredienti erano tutti made in Italy e ovviamente, di conseguenza, aveva il suo prezzo. Non è stata una cena economica, ma ne è valsa la pena. Non sarà sicuramente un ristorante in cui mi potrò permettere di andarci tutte le settimane, ma è comunque bello sapere che c’è….è lì….è una sicurezza in più, e se una sera hai bisogno di due coccole gastronomiche o c’è qualcosa di importante da festeggiare sai che lì puoi andarci a colpo sicuro. La cena comunque è andata bene non solo per il cibo, anche per la compagnia. Abbiamo parlato del più e del meno e dopo un po’ anche per me parlare e ascoltare in inglese incominciava da essere, non dico naturale, ma quasi. Con questo non voglio dire di riuscire già a capire tutto quello che mi dicono o di riuscire a dire tutto quello che vorrei, però posso dire di aver superato la fase della paura di parlare per rischiare di fare figure di merda.
Finita la cena gli altri hanno continuato la serata, io purtroppo sono dovuta tornare a casa perché domattina ho la prova nel bar a Double Bay…..non ve l’avevo detto? Eh sì, il tipo, Michael mi ha chiamata oggi pomeriggio e mi ha chiesto se volevo andare a provare domattina. Perciò nanna presto perché domattina alle 7 ho la sveglia.

Speriamo in bene!!!!


PROVA SUPERATA!!!! (10 Maggio 2008)

Non sto a tenervi sulle spine. E’ andata: prova superata!!!!
Sono arrivata al bar alle 8.30 e ho conosciuto il personale di cui praticamente non ricordo nemmeno un nome perché sono quasi tutti asiatici e quindi con dei nomi assurdi. Micheal mi ha subito messo a mio agio dicendomi di non preoccuparmi che fintanto che non prendo un po’ di confidenza con i nomi dei piatti e, soprattutto con l’inglese, non mi farà prendere le comande, ma solo lavare le stoviglie e portare qualcosa ai tavoli.
Dopo cinque minuti che ero lì mi sono accorta dell’assurdità dell’organizzazione del lavoro in quel locale: 14 tavolini da due e :
-una persona a fare i caffè;
-una ai fornelli (i “fornelli” consistono in una griglia per tostare il pane e due fornelli);
-due ragazze a prendere le comande e a servire;
-il titolare, che oltre a fare il PR, porta e ritira ai tavoli ;
-io a lavare piatti e bicchieri;
In Italia un bar con 28 posti a sedere se sei in due a lavorarci è già tanto!!! Inoltre il bancone, anche se qui non si può proprio chiamare così, sarà stato 3 metri per 2 , perciò vi lascio immaginare lo spazio vitale per potersi muovere in quel loculo quale poteva essere. Sono stata lì dalle 8.30 alle 12, ho fatto la dish washer e nel frattempo ho cercato di capire un po’ come lavoravano gli altri. Fondamentalmente la difficoltà sta nei nomi delle cose che ci sono sul menu. Loro a colazione si mangiano di tutto: dalle uova (bollite, fritte, in camicia,ecc.), ai toast, al porridge, ai milkshake, ai funghi, ai fagioli, hanno 10 tipi diversi di caffè e cappuccini e a pranzo ordinano delle zuppe incomprensibili. Quindi la difficoltà per me sta proprio nell’associare i nomi a piatti che noi non conosciamo. Sicuramente in questo senso sarebbe stato più facile andare a lavorare in ristorante italiano all’inizio, però ho preferito scegliere questa strada per evitare il più possibile di entrare nel circolo vizioso delle amicizie italiane. In futuro, quando saprò cavarmela con l’inglese, allora potrò valutare la possibilità di un ristorante italiano, ma per ora va bene così. Comunque a fine servizio Micheal mi ha detto che per lui potevo andar bene, l’unica difficoltà era che al momento, non avendo moltissimo lavoro, non mi poteva far fare molte ore, solo 4 ore 3 o 4 volte a settimana. Non importa, come inizio può andare bene comunque.
Mentre camminavo verso casa mi sono fatta due conti e pensavo che se al bar facessi solo tre o quattro giorni a settimana e solo di giorno, per la sera mi potrei cercare qualcos’altro. Così mentre facevo questi pensieri sono passata davanti a una pizzeria vicino casa e ho visto l’avviso di prossima apertura. Sono entrata, ho chiesto del boss e gli ho domandato se cercasse personale. All’inizio mi è parso di capire che mi dicesse che era al completo, poi però a un certo punto ha cambiato idea e mi ha detto di andare Domenica prossima alle 7 di mattina per una prova. Ottimo!!!! Mi sa tanto che ora andrò avanti a fare così: prove su prove. Sono ore che, tranne se ti becchi lo stronzo di turno, vengono comunque retribuite, sono occasioni in più per stare a contatto con l’inglese e hai visto mai che magari alla fine qualcuno ti piglia a tempo pieno. Provare, provare, provare, provare….

Non contenta delle poche ore di sonno alle spalle e delle 4 ore di lavoro, alle 4 del pomeriggio ho deciso di andare a correre. Erano più di due settimane che non facevo sport e cominciavo a sentirmi uno schifo. Non avrei potuto fare un scelta migliore. La giornata era decisamente calda.
A proposito, non so se vi interessa, ma vi do due info sulle condizioni atmosferiche qui a Sydney. Siamo al 10 di Maggio che, considerando che qui il 21 Marzo è iniziato l’autunno, è come se da noi fosse il 10 Novembre, e di giorno si va in giro tranquillamente in infradito e maglietta. La sera il felpino ci sta, ma nulla di più. La dice lunga sul clima di Sydney il fatto che le case (quantomeno quelle vecchie) non hanno il riscaldamento. La cosa comunque buffa, a proposito del clima, è che per le strade ti puoi beccare il tipo in pantaloncini e maglietta accanto a quello con la giacca e la sciarpa….la percezione del caldo e del freddo cambia in maniera impressionante da persona a persona.
Tornado alla mia corsa, mi sono messa pantaloncini e maglietta, i-pod alle orecchie e sono uscita di casa. A 5 minuti da casa mia c’è uno degli ingressi del Centellian Park. Questo parco è l’area ricreativa maggiore di Sydney. Si può affittare un cavallo, andare in bici, coi pattini, ci sono più laghi e campi per ogni sport. Per non rischiare di perdermi ho seguito la staccionata bianca che delimita il percorso equestre e mi sono fatta 45 fantastici minuti di corsa. E’ stata la corsa più bella che abbia mai fatto in vita mia perché tutto intorno a me mi invitava a farlo. Un sacco di gente che correva, che andava in bici, che passeggiava, che andava a cavallo immersa in una distesa infinita di verde. Mentre correvo pensavo .”Certo che la vita è veramente meravigliosa, chi l’avrebbe mai detto che mi sarei ritrovata a fare jogging a Sydney….pazzesco come la vita può cambiare e ti può cambiare da un momento all’altro….basta volerlo.”


DA BONDI BEACH A COOGEE (11 Maggio 2008)
Oggi io e Riccardo ci eravamo messi d’accordo di beccarci a casa mia verso le 10.30 per fare una passeggiata fino a Coogee, una bella spiaggia a sud di Bondi Beach. Bondi Beach è la spiaggia più famosa non solo di Sydney, ma dell’Australia, rinomata principalmente per i numerosi surfisti che si ritrovano qui a cavalcare le onde. Poiché si trova ad una mezzoretta a piedi da casa mia, abbiamo deciso di andarci a piedi e poi proseguire lungo un percorso pedonale fino a Coogee. Arrivati a Bondi ci siamo soffermati a guardare l’oceano e abbiamo fatto entrambi la stessa considerazione e cioè che, non so per quale strana ragione, pur essendo una città di mare ne io ne lui, almeno fino ad ora, l’abbiamo avvertita come tale.
Da Bondi è cominciata la passeggiata vera e propria lungo un percorso fatto di sali e scendi di scale e di stradine ricavati nella scogliera e che segue il zigzagare della costa. E’ stata una passeggiata alquanto sofferta poiché è durata 4 ore e le mie gambe, dopo la corsa di ieri, non erano proprio un bjoux, però ne è valsa assolutamente la pena dati i panorami mozzafiato che si godevano dalla scogliera.
Una volta a Coogee abbiamo pranzato e poi siamo passati al ristorante dove lavorano Stefano e Giulio per salutarli.
E anche questa domenica se ne è andata. Domani si lavora dalle 11 alle 18, Martedì pure e chissà se avrò qualcosa di interessante da raccontarvi a parte il lavoro.
A bhe, una novità ancora c’è: dal 3 di Giugno devo lasciare l’appartamento. Non ho ben capito la ragione, ma Trudy mi ha detto che dal 3 “she wants to close the home” così mi devo cercare una sistemazione. Ve l’avevo detto che avrei comunque cercato qualcosa di più economico, ma speravo di avere un po’ più di tempo. Comunque, Trudy ha altre due case più vicine al centro. Andrò a vederle, ma credo che alla fine cercherò qualcosa qui a Bondi Jnct perché la zona mi piace davvero un sacco. Vediamo un po’, comunque in settimana comincio ad andare su internet a leggere un po’ di inserzioni.
Un abbraccio grande!!!!

DOMANI SONO GIA’ TRE SETTIMANE (15 Maggio 2008)

Minchia!!!! Domani sono già tre settimane che sono qui!!!! Non mi sembra vero. Le giornate passano in maniera allucinante. Ho già capito che i miei tre mesi di rodaggio arriveranno senza neanche accorgermene. Ho infatti deciso di fare il primo bilancio dell’esperienza fra tre mesi, quindi il 25 Luglio. Metterò a bilancio i soldi spesi con il livello di inglese raggiunto e valuterò quanti altri mesi investire qui.
Sicuramente con il lavoro dovrò trovare qualcos’altro perché con tre giorni di lavoro a settimana non ce la faccio di certo a mantenermi e poi perché più lavoro più sto in mezzo ad inglesi e più imparo velocemente. Il problema per ora è che non mi va di trovarmi dei lavori qui a Bondi Jnct se poi magari quando cambierò casa andrò a vivere dal lato opposto della città. Mi sa che per ora mi conviene aspettare di sistemarmi e poi mi riattivo per il lavoro.
Al bar il lavoro va benino. Dico “benino” perché faccio ancora fatica a capire quello che mi dicono e quindi a volte mi sento a disagio perché loro ridono e scherzano e io invece non capisco nemmeno di cosa stanno parlando. Come se non bastasse Ronny, il tipo addetto ai caffè, oltre ad essere del Bangladesh (e quindi parlare un pessimo inglese) ha pure un problema di sinusoidi, perciò vi lascio immaginare cosa possa capire quando mi parla……che culo eh?!?!?!?!?
Lunedì sera, dopo il lavoro, il titolare mi ha proposto di andare a bere qualcosa con lui per fare una lezione di inglese/italiano. Lui infatti partirà la settimana prossima per l’Italia e voleva imparare qualche parola e io, ovviamente, ho sempre bisogno di lezioni gratuite!!! Alla fine abbiamo parlato solo in inglese, ma meglio così. Martedì invece ho avuto un’altra lezione gratuita di inglese con Alex, uno dei miei coinquilini. Martedì mattina al bar, mi ero un po’ gasata perché spesso riuscivo a capire quello che i clienti ordinavano al bancone e riuscivo anche a cogliere qualche stralcio di conversazione. Alla sera però con Alex mi sono dovuta ricredere. Vi giuro che non capivo una mazza di quello che mi diceva. Mi parlava velocissimo, mangiandosi tutte le parole. Mi voglio giustificare paragonando Alex ,che ha 20 anni, con i nostri ventenni in Italia e pensando che anche lui come da noi usi uno slang tutto particolare….regge la scusa?
Comunque è stato divertente. Eravamo sul divano a guardare la tele, lui cercava di spiegarmi quello che stavano trasmettendo e io con il dizionario cercavo di capire qualcosa. Credo che sarebbe molto utile riuscire a parlare il più possibile con lui perché è un australiano doc, quindi se riesco a capire lui, siamo a cavallo. Io problema è che lui, come le altre coinquiline (ho scoperto da poco che qui ci vivono altre due ragazze ma io non le ho mai viste)in casa non ci sono mai quindi le occasioni di dialogo sono davvero poche. Spero di essere più fortunata con la prossima sistemazione.
Faccio una breve considerazione che da quando sono qui mi è scaturita più di una volta. Credo che almeno una volta nella vita tutti dovremmo provare l’esperienza di trovarci all’estero e provare sulla propria pelle cosa vuol dire aver bisogno di comunicare, voler dire qualcosa, ma non trovare le parole per farlo. Vi assicuro che non è una sensazione piacevole e secondo me dovremmo provarlo tutti perché forse, solo allora, potremmo avere un po’ più di rispetto e di considerazione per i numerosi immigrati che ci sono nel nostro paese. Non voglio scendere in questioni più profonde legate al comportamento delinquenziale di molti immigrati nel nostro paese, vorrei solamente lanciarvi uno spunto di riflessione per provare a guardare con occhi diversi gli stranieri nel nostro paese e provare per qualche istante a mettervi nei loro panni.


A.A.A. CERCASI IDRAULICO PER BUSINNES
Per favore spargete la voce in Italia!!!! Trovatemi un idraulico che voglia fare i soldi importando i bidè in Australia!!!! Per favore!!!! Io non ce la faccio mica ad abituarmi a sti popoli anglosassoni che non hanno il bidè. Ma come si fa? ???????? L’unica cosa intelligente che hanno nei loro bagni è il water con il pieno carico e il mezzo carico. Ossia, sulla vaschetta dell’acqua, hanno due bottoni da premere per lo scarico: uno per scaricare tutta la vaschetta (quindi per “scarichi importanti”) e uno che scarica solo mezza vasca (per “scarichi minori”), così si risparmia acqua. Immagino che a voi non ve ne possa fregare molto, ma mi ha colpito e mi è sembrata una cosa intelligente.