Al 113 di Curlewis Street, in una casetta a schiera uguale a tante altre nella stessa via, le luci sono accese. Nel tinello, seduta al tavolo di legno, c’è una ragazza italiana china su un libro di grammatica inglese che cerca di impossessarsi di suoni e parole che non le appartengono. Di fianco a lei una teenager tedesca che , con la magica “ragnatela” di internet, invia foto di Sydney ai suoi amici rimasti in Germania. In cucina un ragazzo australiano si sta mettendo all’opera per preparare la cena. Il rumore della tastiera del computer viene sormontato da quello di pentole, coltelli e acqua corrente il tutto accompagnato dallo schioppettio di un caminetto acceso. In breve il profumo della legna che arde nel camino si mischia a quello del minestrone che sta bollendo in cucina. Nell’aria non aleggiano semplicemente profumi, ma aleggia quel calore che si può avvertire solo quando ci si sente “a casa”.
Chiudo per un attimo gli occhi e la mia mente fa un salto indietro nel tempo. Sono a Crodo, in via Lama, ho 16 anni, è inverno, sto studiando in salotto, di fronte a me il caminetto acceso, in cucina mia madre sta preparando la cena, il minestrone cuoce lentamente sulla stufa.
Riapro gli occhi e non provo malinconia per quel ricordo, ma solo una grande gioia perché l’amore di una casa e di una famiglia rivive dentro di me anche a 14000 chilometri di distanza. Sentirsi a casa, niente di più.
2 commenti:
lo sapevo amore mio... te l'ho anche detto prima che partissi ricordi? la felicità è solo nascosta dentro noi stessi, e tu l'hai trovata! ti amo. bacio.
Saper essere sensazionali è insito nel saper "essere"; questo è il confine che non delimita ma coinvolge, attira, riscopre.Ti ringrazio per il viaggio....non sai quanto.
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