martedì 19 agosto 2008

QUATTRO CHIACCHERE

21 Settembre 2008: Run the Bridge. Voglio sentire il tifo fino a qui!!! “Run the Bridge” è una corsa di beneficenza che si tiene nella city e che, come si può dedurre dal nome, è caratterizzata dal fatto che si parte da Circular Quay, si attraversa la baia passando sull Harbour Bridge e si arriva sul lato Nord della città. Non è una gran corsa. Sono 9 kilometri e considerando che al mattino, prima di andare al lavoro, ne corro 7 sulla spiaggia, non credo che farò una grande fatica, ma deve essere divertente!!! Avevo cominciato ad allenarmi per un’altra gara, la “City to Surf”, una corsa di 14 Kilometri dalla city fino a qui, fino a Bondi Beach, ma la settimana di inattività in Gold Coast mi ha letteralmente fregato e quando, al rientro dalla vacanza, ho ripreso a correre non ce l’ho fatta a rimettermi in forma in tempo per la gara.

Sto correndo in media tre volte a settimana: una volta nel week end e due o tre volte in settimana in base agli orari di lavoro. Ammetto che la palestra mi manca, ma anche correre sulla spiaggia non è poi così male soprattutto perché oltre che far bene al corpo fa bene anche alla vista: tra surfisti e runners c’è un gran bel vedere sulla spiaggia!!!! Comunque di solito mi sveglio, mi lavo la faccia, bevo un caffè, mangio una banana e nel giro di 20 minuti sono fuori casa pronta per correre. Certe mattine quando esco di casa alle 7.30 in pantaloncini e top con il vento freddo che spira dall’oceano e circa una decina di gradi di temperatura mi domando se sono io quella che sta camminando verso la spiaggia o se è un’altra persona. In Italia nemmeno se mi avessero pagato avrei fatto una cosa del genere!!! Ricordo che in Italia, prima di riuscire a fare una qualunque sorta di attività sportiva al mattino, dovevano passare per lo meno un paio d’ore dal risveglio e quelle poche volte che ho provato a correre o ad andare in palestra appena dopo essermi svegliata ho dovuto rinunciarvi perché ho avuto una sorta di mancamento. E’ proprio vero che è la mente che controlla il corpo. La sensazione di onnipotenza che mi sta accompagnando fa si che il mio corpo sia pronto a correre dopo soli 20 minuti dall’aver aperto gli occhi. Non sono diventata una wonderwoman, sia chiaro, ci sono alcune mattine in cui punto la sveglia per andare a correre ma poi la spengo e mi giro dall’altra parte. Ma in generale mi piace farmi i miei 40 minuti di corsa, tornare a casa (Dio mio quanto amo vivere a 3 minuti dalla spiaggia!!!!!!!), farmi una doccia, fare una seconda colazione e poi farmi altri 40 minuti a piedi per andare al lavoro: non c’è modo migliore per cominciare la giornata!!!! Più di una volta, raccontando il mio inizio giornata, mi sono sentita dire “You are crazy, ma’am!!!”, ma probabilmente chi è nato e cresciuto qui non può capire la carica che mi danno queste cose.

Vi comunico che dal 10 Ottobre al 30 Ottobre lascerò momentaneamente l’Australia per fare una capatina in California. Ho prenotato il volo la settimana scorsa. Non ho ancora pianificato il viaggio. Chiaramente passerò alcuni giorni con la mia sister a San Francisco dove prenderemo delle gran “tecche nucleari!!!!” e poi penso di vedere L.A., San Diego e se riesco Las Vegas, ma sarà dura fare tutto in 17 giorni. Comunque aspetto di vedere come si organizzerà mia sorella con alloggio e lavoro prima di fare programmi. Non vedo l’ora!!!!!!!!!!!!!!!!!! Spero che l’accento americano non sia tanto diverso da quello australiano. In teoria credo sia abbastanza simile perché quando guardo i film americani riesco a capire cosa dicono. Il mio inglese comincia ora, dopo quattro mesi, ad essere accettabile. A livello di comprensione ci siamo, a livello di parlato non posso dire di parlare un inglese fluente, ma riesco a sostenere una conversazione durante un drink o una cena, perciò posso ritenermi abbastanza soddisfatta. Ah!!! L’80% dei miei sogni sono in inglese: grandioso no??? Ora devo solo trovarmi un ragazzo australiano: è in assoluto il modo migliore per imparare in fretta l’inglese!!!!!....ci sto lavorando…..ma non mi posso sbilanciare…..porterebbe sfiga!!!

Purtroppo ultimamente non vi sto regalando grandi emozioni, lo so, ma in effetti non sta succedendo niente di grandioso. O meglio, per me ogni giornata qui è grandiosa, ogni nuova parola che imparo in inglese rende importante una giornata, ogni persona nuova che conosco, ogni volta che camminando verso il lavoro mi perdo a guardare i grattaceli e Centre Point che si stagliano sul cielo blu, tutto ciò per me è grandioso, ma non vi posso tediare con queste cose. E’ un po’ come se gli scorsi tre mesi fossero stati una sorta di free fall di emozioni, mentre ora il paracadute si è aperto e sto planando dolcemente. Aspetto con ansia il prossimo “skydive” in USA!!!!!!

P.S. Cazzoooooo!!!! Sono passati ormai quattro mesi dalla mia partenza!!! Ma vi rendete conto? Io no, mi sembra passato un giorno. A titolo informativo, non ho ancora spostato il volo, ma ho intenzione di restare qui fino all’ultimo giorno di validità del visto, perciò salvo imprevisti, prima del 24 Aprile dell’anno prossimo non ci si vede!!!!!

See you!!!!......not really soon!!!!!

lunedì 4 agosto 2008

UN BREVE AGGIORNAMENTO

Settimana trascorsa in modo relativamente tranquillo, perciò ne approfitto per aggiornarvi un po’ sulla routine.
Al momento in camera con me c’è Kim, una ragazza tedesca di 19 anni e da oggi una ragazza francese, Marie. Fino a sta mattina, al posto di Marie, c’era Lisa anche lei francese. Probabilmente ve ne avrò parlato quando vi ho raccontato del mio trasloco qui e poi non ne ho più fatto parola, per il semplice motivo che con lei non ci ho praticamente mai parlato. Abbiamo fatto il solito scambio di frasi di rito la prima sera che ho passato in questa casa dopo di che più nulla. Ogni volta che lei arrivava a casa, l’unica cosa che mi chiedeva era: “C’è qualcuno in casa?”, io rispondevo di conseguenza e la conversazione finiva così. Non ha mai passato una serata con noi sul divano a guardare un film, se ne stava sempre in camera sul suo laptop e persino la cena si portava in camera. Ma ciò che maggiormente mi infastidiva era che non aveva assolutamente rispetto per noi compagne di stanze: guardava film sul pc senza gli auricolari mentre noi dormivamo, al mattino faceva suonare l’allarme della sveglia almeno 5 volte prima di alzarsi e per prepararsi faceva un casino assurdo, come se fosse da sola in camera. Non ho mai amato i francesi e conoscere Lisa non mi ha fatto assolutamente cambiare idea….anzi!!! Nemmeno Justin e Sunny la potevano sopportare, proprio per il suo atteggiamento asociale. Pensate che dopo un paio di settimane che vivevo con loro hanno cominciato a chiamarmi Eli, anziché Elisa, per sottolineare la netta differenza tra “Lisa” e “Elisa”. Fortunatamente se ne è andata e da oggi ho una nuova coinquilina, Marie. Il primo giorno che è venuta a vedere la casa e Sunny mi ha detto che era francese, ho storto il naso, visto la precedente esperienza. Invece per fortuna mi sono dovuta ricredere (senza parlare troppo forte). Dopo che ha visto la casa e ha deciso di venirci a vivere, è tornata una sera a pagare l’anticipo e siamo rimaste un paio d’ore a chiacchierare sul divano. Ci siamo scambiate il numero di telefono e il giorno dopo, sabato, io le ho mandato un sms per chiederle di andare a bere qualcosa al Beach Road. Così siamo uscite io, lei, una sua amica francese e due ragazzi ungheresi amici di Marie. E’ stata una serata piacevole. Abbiamo bevuto un paio di drink, chiacchierato e ballato fin verso la una. Il giorno seguente ci siamo riviste a casa, io avevo fatto una zuppa di verdura e lei si è fermata a cena. Per ora quindi devo dire di essere assolutamente contenta della nuova coinquilina. Sono contenta soprattutto che sia arrivata proprio ora visto che da alcuni giorni a sta parte sono praticamente sola in casa. Kim non c’è quasi mai e Sunny e Justin sono partiti per le ferie in Grecia e staranno via un mese. Così al momento in casa ci siamo solo noi tre ragazze e Keith, il fratello di Sunny, che momentaneamente si è trasferito qui per fare un po’ da custode della casa.

Questo per quanto riguarda la situazione in casa. Al lavoro procede tutto regolare. Ogni tanto prendo qualche ordine, ma la maggior parte del tempo la passo a sbaraccare i tavoli e a lavare piatti e bicchieri. Mi trovo bene con i colleghi, ma da qualche giorno a sta parte sto cominciando a pensare di cercarmi qualcos’altro, per vari motivi. Il primo è che non faccio molte ore e di conseguenza non sto guadagnando molto. Il secondo è che fra una settimana avremo un nuovo capo, perché Michael, l’attuale boss, ha venduto l’attività e l’ha presa in gestione una donna francese (che incubo sti “maledetti francesi”!!!) e tutti i miei colleghi sostengono che non andremo incontro ad un buon periodo. Il terzo è che se comunque non mi fa prendere molte ordinazioni e, quindi di conseguenza non ho modo di praticare l’inglese sul lavoro, tanto vale andare a pulire le camere negli hotel dove pagano molto meglio. L’unica cosa che mi frena è che ad Ottobre me ne andrò a San Francisco e qui dove sono ora mi hanno garantito che, anche se non sono in regola, al mio rientro riavrò il posto, mentre se mi trovo ora un nuovo lavoro chi lo sa che avrò sta garanzia?
Va bhe vedremo, qualcosa deciderò. Comunque con i colleghi mi trovo bene e Giovedì scorso siamo andati tutti insieme con Micheal a cena nella city in un ristorante greco. Vi faccio vedere le foto così sapete con chi lavoro: da sinistra verso destra sono Wondi il cuoco indonesiano, Micheal il boss, Paula la ragazza brasiliana, Cathrina una ragazza australina, Ronny il coffee-man del Bangladesh e Nash che mi sostituisce il sabato quando io non lavoro.





In quest'altra foto in più c'è Arthur, un cliente fisso del caffè che si è unito a noi per la cena.


Che altro dirvi? Sabato pomeriggio ho incontrato un nuovo ragazzo per lo scambio dell’Italiano/Inglese. Si chiama Dave, è un avvocato ed è il tipico nertz: alto, magro, con gli occhiali. Uno sfigatello in pratica. Però sembra un bravo tipo e le due ore di conversazione sono trascorse piacevolmente. Abbiamo deciso di incontrarci ogni Mercoledì sera in città dopo il lavoro. Martedì prossimo invece ho appuntamento con una donna per lo stesso scambio. Così a pelle, dai messaggi che ci siamo scambiate non mi ha fatto una bella impressione, ma vedremo.

Sabato sera sono uscita di nuovo, sono andata al Beach Road (come avrete capito è una sorta di "Trocadero della Bondi Beach"), ma sta volta non è stata una serata devastante per il semplice motivo che sono partita troppo tardi e non ce l’ho fatta a raggiungere gli altri. Verso le 10 mi ha chiamata Sam, uno dei Kiwis conosciuti all’house party, dicendo di raggiungerlo al pub per bere qualcosa. Quando sono arrivata erano già tutti ubriachi marci perché la sera stessa c’era stato l’incontro di rugby New Zeland vs Australia e la Nuova Zelanda aveva vinto perciò Sam e tutta la sua compagnia di ragazzi neozelandesi stavano festeggiando dalle 7. Raggiungerli era praticamente impensabile, perciò ho bevuto un paio di birre, ballato un pò e sono tornata a casa. Non era nemmeno pensabile avere un dialogo con loro ieri sera. Per me riuscire a capire l’inglese di un gruppo di kiwis ubriachi è come, per darvi un’idea, per uno straniero riuscire a capire l’italiano di un gruppo di napoletani ubriachi.

Questo è quanto per ora. Come al solito ci sentiamo non appena avrò qualcosa di interessante da raccontarvi.

Ciao estate italiana!!!!!

domenica 3 agosto 2008

THERE IS A PARTY!!!!

Per concludere una settimana all’insegna di alcool e cibo “spazzatura”, Sabato sera mi aspettava un “house party” su invito della mia amica Paula. Non so se vi ho parlato di Paula. E’ una ragazza brasiliana che lavora con me al caffè. Vive qui ormai da tre anni e sta con un ragazzo australiano. Abbiamo cominciato ad uscire ogni tanto dopo il lavoro per un drink, poi un pomeriggio l’ho raggiunta al Beach Road Hotel (il pub, insieme al Bondi Hotel, più frequentato di Bondi Beach Hotel……qualcuno prima o poi mi dovrà spiegare perché qui in Australia i pub con annesso ristorante li chiamano “hotel” e nella maggior parte dei casi non hanno delle camere?!?!?...è come se io in Italia aprissi una “Pizzeria” e non facessi le pizze!!!....va bhe, sono strani sti australiani!!) e ho conosciuto alcuni dei suoi amici. E’ una ragazza bravissima e le voglio un gran bene. Anche lei ha passato quello che sto passando io, cioè essere in un paese straniero senza conoscere bene la lingua, perciò mi sta aiutando tantissimo invitandomi ad uscire tutte le volte che c’è qualche festa, o semplicemente andando a bere un caffè la domenica pomeriggio.

Perciò Sabato sera mi ha invitata ad una festa a casa di amici per un compleanno. Sapevo che sarebbe stata una serata molto alcoolica (conoscendo gli OZ!!!), ma non credevo cosi devastante. Innanzitutto la festa è cominciata alle 5p.m. Paula mi aveva detto che ci sarebbe stato il BB perciò io non ho mangiato nulla a casa. Quando sono arrivata alla festa, in effetti il BB c’era, ma sul BB non c’era più nulla, solo qualche misera salamella…..ed io ho cominciato a preoccuparmi: stomaco vuoto + alcool= ciocca nucleare!!! Prima di andare alla festa ho chiesto a Paula se dovevo portare qualcosa da bere e lei mi ha detto che di solito alle feste qui ognuno porta quello che pensa di voler bere. OK. Io sono arrivata con una confezione da 6 di birre. Tutti i ragazzi australiani sono arrivati con un cartone di birre ciascuno!!!!

La festa era nel cortile di una palazzina a 5 minuti da casa mia. Appena arrivata Paula ha fatto il giro delle presentazioni (piuttosto inutile, dato che a fine presentazioni non ricordavo nemmeno un nome), abbiamo preso un bicchiere di punch e ci siamo sedute su delle sedie disposte in cerchio nel cortile: situazione piuttosto insolita. Inizialmente parlavo solo con Paula, poi pian piano l’ambiente ha cominciato a scaldarsi e ho cominciato a parlare con tutti quelli che erano alla festa. La maggior parte dei ragazzi alla festa erano Neo Zelandesi, o Kiwi come li chiamano qui, per via dell’uccello tipico della Nuova Zelanda chiamato per l’appunto kiwi. Inizialmente la conversazione era piuttosto difficoltosa anche per via del loro accento, in parte differente da quello australiano, poi però quando l’alcool ha cominciato a fare effetto vi giuro che capivo TUTTO e l’ inglese usciva con una tale naturalezza che pareva essere la mia prima lingua: i misteri dell’alcool!!!! La serata quindi è proseguita così, bevendo (tanto), ballando, parlando, prendendomi in giro per il mio modo di parlare gesticolando, tipicamente italiano, e giocando a “stone, paper, scissors”.
Considerando che era dalle 5 che bevevo, alle 2 non ce l’ho più fatta e ho mollato il colpo. Sono andata a casa e mi sono fatta un piatto di spaghetti per asciugare tutto l’alcool che avevo nello stomaco.

E’ stata una serata spettacolare, soprattutto perché la lingua non ha rappresentato assolutamente un ostacolo al divertimento.
Lo so cosa molti di voi staranno pensando: il potere della passera!!! In effetti non posso negare che essere una ragazza è un aiuto non da poco: mi posso permettere di storpiare parole o frasi in inglese che nessuno mi prende in giro, anzi talvolta diventa il pretesto per attaccare bottone. A questo si aggiunge il fatto che qui tutti odorano l’Italia e gli italiani perciò alla frase “Sono italiana” segue inevitabilmente la loro presa in giro del nostro accento con un “Ciao bella!!! Come stai?” e per finire “Come on Italia!!! Drink!!!!!”. E il gioco è fatto.