giovedì 5 marzo 2009
TIME IS RUNNING OUT
Penso alla forma della maniglia della porta della mia camera da letto a Crodo, ma non riesco a ricordarmela. Penso ai colori delle banconote europee ma riesco a focalizzare solamente il rosa dei 5 Euro (perché sono rosa vero? Ditemi di sì vi prego) mentre i colori delle altre taglie sono in qualche cassetto della mia memoria che non riesco proprio ad aprire. Gli “amici” non mi mandano più e-mail, se non in risposta alle mie. I miei sogni sono popolati da gente che parla inglese e spesso mi ritrovo a pensare in inglese. Che dite, è arrivato il momento di tornare a casa? I segnali ci sono tutti, ma ancora non è tempo. Mi mancano ancora delle cose da fare e so per certo che devo farle ora prima di rientrare in Italia e mettere la testa a posto, perché poi sarebbe troppo tardi. So per certo che lasciare questa terra sarà uno dei momenti più difficili e che per settimane o forse mesi non farò altro che pensare all’Australia e chiedermi per quale motivo sono rientrata in Italia. Fino ad una settimana fa avevo preso la decisione di stabilirmi qui almeno per un altro anno. Poi, come sempre accade quando i progetti sono condivisi, tutto è sfumato nel giro di poche ore e ora mi ritrovo a dover fare i conti con una realtà diversa. La realtà è che dopo aver lavorato per due mesi in farm con il solo obiettivo di ottenere il secondo visto e rimanere in OZ un altro anno, mi sono ritrovata a non avere più la motivazione che mi dava la forza di alzarmi tutte le mattine alle 5 e trascorrere 8 ore a impacchettare peperoni verdi. Le soluzioni a questo punto erano due: mollare tutto o cercarmi un’altra motivazione. Chiaramente non era da me lasciarmi andare e così ho presto trovato un’altra ragione per restare: ottenere il secondo visto per poter sfruttare i mesi di Aprile e Maggio in viaggio. Finirò i miei tre mesi il 22 di Marzo e per allora avrò messo da parte i soldi sufficienti per poter vivere di rendita per un paio di mesi. Non so ancora di preciso che itinerario seguire, ma so di voler vivere senza pensieri ancora per qualche mese. Quando mi ricapiterà di poter vivere come sto vivendo ora? Nessuno che mi dice cosa devo fare e come lo devo fare. Nessuna scadenza da rispettare. Nessuna bolletta da pagare, se non l’alloggio negli ostelli. Nessuno, ma proprio nessuno, a cui dover render conto dei miei comportamenti o delle mie scelte. Nessuna occhiata di disapprovazione se indosso gli stessi vestiti per una settimana intera o se mi sdraio per terra dove mi capita. Quando mi ricapiterà l’occasione di svegliarmi la mattina e dire “Ok, oggi che si fa? Vado in spiaggia, al museo in centro o prendo il primo aereo e vado a Melbourne o a Perth o, perché no, a Darwin?” Il senso di libertà che si prova quando si è in viaggio è qualcosa di impagabile e di indescrivibile se non lo si vive in prima persona. Quando parlo di viaggio non mi riferisco alla vacanza di 15 giorni che l’italiano medio si concede una volta all’anno (non me ne voglia chi si sente tirato in causa in prima persona). La vacanza è semplicemente un trasferire la vita di tutti i giorni in un’altra location. Non è forse così? Quando si va in vacanza non si è mai veramente liberi di essere qualcosa di diverso dal solito. Ci si preoccupa del proprio aspetto e del proprio apparire in qualunque circostanza, esattamente come a casa: il bikini giusto per la spiaggia, il pareo in coordinato con l’infradito, il trucco perfetto per la cena e il tacco mozzafiato per la sera. Si parla sempre delle stesse cose: lavoro, politica, calcio, l’Italia che va a rotoli e i soldi che non bastano mai. Il viaggio è assolutamente qualcosa di diverso da tutto ciò, è dimenticarsi totalmente di ciò che si è stati, di come si è vissuto fino ad ora per lasciarsi totalmente avvolgere e coinvolgere da una nuova dimensione che magicamente e inspiegabilmente diventa la TUA dimensione, quella che ti calza a pennello e che non vorresti abbandonare mai. So benissimo che la vita da backpacker non può essere per la vita, ma quanto vorrei che così fosse!!!Prima d’ora non avevo mai pensato di quante cose superflue fossi circondata. Ora tutto ciò che possiedo sta in uno zaino ed è tutto ciò di cui ho bisogno, non mi manca nulla per vivere ed essere felice. Perché prima i soldi non bastavano mai e mi sembrava sempre di aver bisogno di comprare qualcosa assolutamente indispensabile? Non nego che il pensiero di ricadere nuovamente in questo vortice di materialismo e consumismo non mi alletta per niente. Ma so che purtroppo presto o tardi mi ricapiterà. So che verrà il momento in cui avrò di nuovo un lavoro “serio” e dovrò ogni giorno indossare qualcosa di diverso per poter essere socialmente accettata. Mi ritroverò nuovamente, come un tempo, ad aprire il mio grosso armadio e dire “Non ho niente da mettermi!!” avendo di fronte a me decine e decine di pantaloni, maglie e vestiti. Se qualcuno di voi ha un’idea di come rientrare in questo vortice senza traumi per favore me lo faccia sapere!!! Ovviamente so che non sarà tutto così terribile. Sarà bellissimo mangiare di nuovo al tavolo della cucina di casa con mamma e papà, sdraiarsi sul divano con il camino che scoppietta di fianco, rivedere i miei zii e i miei cuginetti, mangiare e bere insieme ai vecchi amici e scoprire che assolutamente nulla è cambiato. So che fra qualche mese quando tornerò a casa troverò negozi che hanno chiuso e altri che hanno aperto, vedrò facce sulle riviste di persone a me totalmente sconosciute, ascolterò tormentoni alla radio che per me saranno completamente nuovi, ci saranno nuovi modi di dire o nuove espressioni prese da Zelig o da qualche nuovo programma di cui ignorerò l’esistenza, ma di fondo so che nulla sarà cambiato. Ritroverò le stesse persone con la stessa vita di sempre e so che dopo una primo momento di stordimento, come un alieno catapultato all’improvviso sulla terra, ricomincerò a rientrarci piano piano e a scoprire che in fondo sarà proprio quella assoluta mancanza di cambiamenti che mi darà la forza di pensare a questo anno in Australia come a un meraviglioso ricordo e ad andare avanti per ricominciare da capo una nuova vita.
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