Nuovo post, nuova location. Da dove vi scrivo sta volta? Da Stenthorpe. Dov’è Stenthorpe? Ad essere sincera non lo so nemmeno io di preciso, ci sono finita solo perché la mia maledetta cocciutaggine mi ha portato a ritentare la strada del lavoro nelle farm per ottenere il secondo visto. Mercoledì scorso ero a Brisbane e per curiosità sono entrata in un’agenzia di lavoro per informarmi sulle possibilità di trovare un lavoro come fruitpicking all’inizio dell’anno nuovo. L’impiegato mi ha assicurato che non ci sarebbe stato nessun problema al riguardo e che, se mi interessava, c’erano già delle posizioni disponibili a partire da Venerdì della stessa settimana. Inizialmente non ho nemmeno preso in considerazione l’eventualità dato che Venerdì significava due giorni dopo, ma quando ho sentito che il lavoro consisteva non in fruit-picking bensì in fruit-packing, ci ho pensato su per 30 secondi e ho deciso di accettare. L’occasione sembrava proprio di quelle da non farsi sfuggire: packing apples (tradotto “confezionamento di mele”), con un contratto a ore (non a cottimo) di 16$ per ora, per un periodo minimo di 6 settimane. I lati positivi di questo lavoro comparato con il “picking” sono numerosi: innanzitutto si tratta di un lavoro al chiuso e non sotto il sole cocente, in secondo luogo la paga a ore in questo settore è difficile da trovare, di solito è sempre a cottimo e infine il lavoro al chiuso non è vincolato alle condizioni meteorologiche perciò non si rischia di perdere giornate di lavoro per colpa della pioggia. Valutati velocemente questi lati positivi ho deciso di accettare, di mollare casa e lavoro a Brisbane e di prenotare un biglietto per Stanthorpe con partenza Venerdì pomeriggio alle 4. So che starete pensando “Ma come? Non avevi appena detto di voler passare le feste con tua sorella e spostarti solo all’inizio di Gennaio?” Lo so, avete ragione, ma la situazione a Brisbane era ormai giunta ad un punto morto. Il lavoro al ristorante si stava limitando a due volte a settimana e ormai, a distanza di 15 giorni dalla fine dell’anno non avrei mai trovato qualcuno disposto a farmi lavorare per così poco tempo: rimanere ancora più a lungo a Brisbane sarebbe perciò stata solo una perdita di tempo e di denaro. Perciò anche se con una punta di rammarico all’idea di passare Natale da sola decido di partire.
Partita da Brisbane alle 4 arrivo all’ostello di Stanthorpe alle 7.30 di sera. Con me sul pullman ci sono poche persone tra cui alcuni ragazzi che scendono con me alla stessa fermata: tutti backpackers con un destino comune. Sbrigate le solite pratiche di ceck-in vado alla ricerca della mia camera. L’ostello è decisamente carino e diverso da qualunque ostello visto sino ad ora: è strutturato come un piccolo villaggio con numerose unità contenenti ciascuna quattro camere e un padiglione centrale con la cucina, i tavoli e la zona “relax” con televisore e centinaia di videocassette…..vudeocassette? Non le vedevo da 10 anni le videocassette!!!!! Di film su CD nemmeno l’ombra. In camera con me ci sono due ragazze giapponesi, due ragazzi di colore (sicuramente Africani, ma di quale paese esattamente non lo so) e un ragazzo nepalese. Scambiamo qualche chiacchiera ma ben presto si spengono le luci e si va a nanna: l’indomani la sveglia per me è alle 5 e per alcuni di loro ancora prima.
Non faccio fatica ad alzarmi alle 5 dato che il rumore dei preparativi degli altri ragazzi mi ha fatto aprire gli occhi alle 4.30. Fatta colazione e preparati i panini per il pranzo, alle 5.45 salto sul pulmino con altri due ragazzi tedeschi per dirigerci al lavoro. Il nostro luogo di lavoro consiste in un capannone con all’interno tutti i macchinari necessari per impacchettare la frutta. Ad accoglierci c’è un donna, grassa, brutta, con la sigaretta in bocca e una finezza al cui confronto uno scaricatore di porto parrebbe un gentiluomo. Dopo le presentazioni mi indica la mia postazione di lavoro e mi affianca ad un’altra donna dello stesso stampo che mi spiega in cosa consiste il lavoro: prendere in mano ogni singola mela che passa davanti a me su un nastro trasportatore, valutare se ha difetti (ammaccature, puntini neri o quant’altro)e quindi scartarla o se è intatta e quindi metterla sul vassoio e poi nella cassetta. Il lavoro non è complicato, ma le mele passano molto velocemente perciò non c’è assolutamente il tempo di alzare la testa o di bere un sorso d’acqua. Alle 9 facciamo la prima pausa di 15 minuti a cui ne segue un’altra di 30 per il pranzo per poi finire la giornata alle 4.30 con un dolore alle schiena e al collo non trascurabile. A mio avviso la giornata era andata decisamente bene, ma il mio ottimismo viene spento in fretta quando arrivata all’ostello il manager mi dice che non ho ottenuto il lavoro. Cosa??? Che cosa significa che non ho ottenuto il lavoro??? Ho pagato 50$ all’agenzia per questo lavoro e nessuno mi ha detto che c’era un’eventualità che non avessi il posto!!! Quando chiedo spiegazioni il manager mi dice che non sa di preciso, ma a quanto pare non avevo capito in cosa consisteva il lavoro. Ri-cosa?????Ho lavorato per 9 ore senza mai alzare la testa e nessuno è venuto da me a dirmi che stavo facendo qualcosa di sbagliato e soprattutto perché me lo ha dovuto dire il manager dell’ostello e non direttamente il boss a fine giornata? Per consolazione il manager mi dice che se voglio si può informare per trovarmi un altro lavoro a partire da Lunedì prossimo. All’inizio la rabbia e la delusione erano talmente forti che ho avuto bisogno di un bel pianto liberatorio per sfogarmi, ma poi quando la mia mente ha recuperato un po’ di lucidità ho riflettuto e ho capito esattamente cosa era successo. L’agenzia a Brisbane propone un lavoro come fruit packing a più persone sapendo che accetteranno di sicuro e intascandosi così i 50$ della commissione, poi una volta sul posto ad avere il lavoro è solamente una persona. Gli altri si trovano così di fronte a due possibilità: tornare a Brisbane (perdendo così i soldi sia dell’agenzia che del bus) o accettare un altro lavoro come fruit-picking, che in condizioni diverse non avrebbero mai accettato. Alla luce di questo risulta anche chiaro il perché non sia stato il boss a dirmi direttamente che non avevo ottenuto il lavoro: perché sapeva perfettamente che non era vero che non avevo capito il lavoro e che avrei sicuramente replicato. Perciò onde evitare di avere problemi ha delegato il manager dell’ostello che chiaramente non mi aveva visto lavorare e con cui quindi non potevo avere nessuna sorta di discussione. Capito il giochetto? Perciò da domani comincio un nuovo lavoro in una vegetable-farm. Sarà sicuramente un lavoro massacrante come quello di Gatton, ma ormai sono qui, perciò tanto vale andare fino in fondo sta volta. So che la prima settimana sarà assolutamente fisicamente devastante, ma poi il fisico si abitua e si può sopravvivere….almeno così dicono, speriamo sia vero. In tutta questa faccenda comunque un lato positivo c’è: finalmente ho scoperto che gli imbroglioni ci sono anche in Australia. Finalmente!!!!
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