Un’ora e mezza di strada e rieccoci nella civiltà: Brisbane, la capitale del Queesland, la terza città più popolata dell’Australia dopo Sydney e Merlbourne. L’iter è lo stesso di sempre: ufficio informazioni e ricerca di un ostello . La scelta cade ovviamente sull’ostello più economico e in questo caso si tratta del “Brisbane Backpackers Resort” che offre alloggio per 156$ a settimana. Dopo esserci sistemate nella “nostra” camera (la camera è divisa con altre 6 ragazze) partiamo subito per un giro in città con l’intenzione di vedere Brisbane e allo stesso tempo cominciare a distribuire curriculum in bar e ristoranti. La città, a dispetto di molte persone che mi avevano suggerito di evitare di visitarla, è, a mio parere, assolutamente da vedere. Costruita sulle rive del Brisbane River è ancora una volta un esempio di buon gusto architettonico che caratterizza la maggior parte delle città australiane. I grattacieli sono un mix di cemento, vetro, plexiglass, colori, tubi, forme geometriche che brillano, riverberano e riflettono il sole cocente di una città che si trova a soli 1000km dal Tropico del Capricorno. A spezzare la modernità di questi palazzi si intromettono chiese, palazzi del governo o semplici case e pub in evidente stile vittoriano coloniale ma che per nulla stonano con tutto il resto, anzi sembrano complementarsi a vicenda. La città negli ultimi anni sta vivendo un massivo ampliamento dovuto al fatto che numerose persone del sud Australia hanno deciso di trasferirsi a Brisbane. Il clima qui è assolutamente perfetto, l’inverno non esiste e l’estate è calda ma con un’umidità sopportabile che non ha nulla a che vedere con quella soffocante del nord Australia. Inoltre la vita è assolutamente meno cara rispetto a città come Sydney e Merlbourne ed è soprattutto più rilassata. Non ci vuole molto per rendersene conto: basta vedere che tutti i negozi chiudono alle 17.30!!!! Chiaro esempio di questo boom sono i numerosi cantieri edili sparsi un po’ dovunque e che probabilmente tra pochi anni renderanno Brisbane molto meno economica di adesso. Il sistema dei trasporti sembra essere efficiente con i suoi bus, treni e grossi motoscafi che collegano vari punti della città lungo il fiume. Il centro è comunque relativamente piccolo perciò decidiamo di girarlo a piedi. La giornata è assolutamente cocente: 30 gradi e un’umidità tipica dei paesi tropicali, quella che ti fa sudare solo stando fermo immobile. Ma non mi lamento assolutamente. Dopo due inverni di seguito (quello italiano e quello di Sydney) non vedevo l’ora di provare la sensazione della goccia di sudore che cola lungo la schiena ed inoltre il pensiero che in Italia la neve ha già coperto gran parte del nord non può che farmi apprezzare la mia ascella pezzata!!!!!!
Il pomeriggio vola in un attimo e il bilancio della giornata risulta essere 10 curriculum distribuiti e nessun locale che abbia bisogno di personale. Ovviamente non ci facciamo demoralizzare e il giorno dopo ricominciamo la nostra ricerca. Questa volta la fortuna sembra essere dalla nostra, o meglio, dalla parte di mia sorella che riesce a fissare due prove in due diversi locali uno dei quali dà la possibilità anche a me di fare una prova Venerdì sera. Il locale si chiama “Amici” e si spaccia come ristorante italiano ma mi basta lavorarci un’ora per capire che di italiano ha solo il nome. I cuochi sono tutti australiani e asiatici e di conseguenza i piatti non sono neanche lontani parenti di quelli della madrepatria. La prova va bene, ma il boss mi avverte che comunque non riuscirà a farmi fare più di 20-25 ore a settima. La notizia non è delle migliori perciò decido di farmi due conti in tasca prima di decidere se accettare o meno.
Ed è proprio a questo punto che nella mia testa cominciano ad accavallarsi mille pensieri e mille progetti che per un paio di giorni mi mandano in pappa il cervello. “Potrei passare Natale e Capodanno qui a Brisbane con mia sorella e lavorare al ristorante per racimolare quel tanto che basta per coprirmi le spese”; “Così facendo però mi ritrovo a dover fare quello che non vorrei, ossia ripartire da Brisbane per girare l’Australia toccando il mio conto in banca italiano”; “Potrei allora optare per il “country pub”, ossia un lavoro di 6 settimane in un pub in una qualunque zona remota del Queensland dove ti offrono vitto e alloggio e uno stipendio di minimo $250 a settimana. Potrebbe essere un buon modo per tirare su soldi senza annoiarsi troppo.”; “Però, se devo passare 6 settimane in mezzo al nulla in un paese sperduto del Queensland, tanto vale farle in una farm in modo da racimolare i giorni necessari per ottenere il secondo visto”; “Però non ho voglia di passare le feste non si sa dove senza mia sorella, ma il tempo stringe e se voglio estendere il visto devo farlo in fretta, non ho molto tempo da perdere”……AHHHHHHHHHH!!!!!!!!!!
Alla fine come sempre accade nella mia vita è stato il destino a decidere per me. Questa volta il destino ha voluto mettermi sulla mia strada una persona speciale che mi ha detto quello che in fondo sapevo già, ma che quando è qualcun altro a dirtelo suona ancora più convincente. Ho deciso perciò di passare le feste con mia sorella, poiché ,anche se qui non c’è nulla nell’aria che faccia pensare al Natale, l’idea di svegliarmi la mattina del 25 e non avere nessuno a cui dare un bacio e augurare Buon Natale un po’ mi rattristava. Passate le feste mi sposterò per tentare nuovamente la strada del fruitpicking e riuscire così ad ottenere il secondo visto.
Avendo deciso di rimanere qui per un po’, abbiamo pensato bene di cercarci una stanza in un appartamento. Ora perciò viviamo in un quartiere di Brisbane chiamato Kangaroo Point. Dalla finestra di casa nostra non si vede nulla di che, ma basta attraversare la strada per ammirare dall’altro lato una meravigliosa vista della città sul fiume. Dividiamo la casa con una coppia brasiliana e un ragazzo turco, bravi ragazzi. Confesso che la voglia di viaggiare e di essere nomade è ancora forte dentro di me, ma da quando sono arrivata in Australia ho sempre lasciato che fosse il cuore a guidarmi nelle scelte e fino ad ora non ha mai sbagliato. Questa volta il cuore mi sta portando a vivere emozioni che credevo sepolte da tempo, ma che invece sono riaffiorate all’improvviso, un’esplosione che mi ha investito come una raffica e da cui, costi quel che costi, voglio farmi travolgere. Sarà la cosa giusta, il cuore non sbaglia mai.
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